Il Tirreno

Pistoia

Il lutto

Pistoia, addio ad Athos Frosini: pompiere e anima della Ferrucci

di Tiziana Gori
Athos Frosini con Marzia Butelli (bambina che aveva salvato)
Athos Frosini con Marzia Butelli (bambina che aveva salvato)

Atleta della società di ginnastica, poi dirigente e allenatore. Da vigile del fuoco viene ricordato per alcuni atti eroici come il salvataggio di un uomo in un pozzo o l’aiuto fornito a Marzia Butelli

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PISTOIA. Una di quelle vite che sembrano accoglierne tante di più. Che non sarà stata priva di inciampi, dubbi ed errori, ma che resterà nel ricordo di molti.

Athos Frosini è stato un pompiere, un ginnasta, un dirigente sportivo e un allenatore. Un uomo impegnato nel sociale, che aveva il senso del bene comune. E c’è da scommettere che stamani, 2 gennaio, alle 11, nella chiesa della Vergine, non ci saranno solo i “suoi” ragazzi e le “sue” ragazze della Ferrucci Libertas a salutarlo.

Athos Frosini se n’è andato la mattina del 31 dicembre. Aveva 94 anni. Dai vigili del fuoco, il mestiere di una vita, lo ricordano come un “insuperabile capoturno”. Entrato in servizio nei lontani anni Cinquanta, Athos Frosini, ha vissuto una vita piena, senza risparmiarsi per gli altri.

Quando gli amici di una vita decisero di festeggiarlo, il 27 giugno di quattro anni fa, per i suoi 90 anni, al giardino “Paolo Novelli”, Athos riabbracciò Marzia Butelli. Fu un incontro pieno di gioia e commozione, anche nella contingenza della pandemia.

La storia nella storia

Chi era per Athos Frosini quella signora? Una bambina, rimasta per sempre impressa nel suo cuore. Nel 1966, mentre a Firenze imperversava l’alluvione, a Fossato la neve caduta copiosa aveva isolato intere frazioni. Marzia, all’epoca, aveva solo qualche mese, e si nutriva di latte artificiale. Le scorte erano finite. La piccola, che viveva nella frazione collinare di Lentula (Comune di Sambuca), correva il rischio di non potersi più alimentare. Frosini, vigile del fuoco arrivato da Pistoia, affrontò le condizioni meteo avverse e un’intensa nevicata, con uno zaino in spalla, per andare a prendere il latte per Marzia. Sa sciare, è un ottimo atleta. Procede per due ore in marcia solo con se stesso e la neve, fino a quando non raggiunge casa Butelli.

Questo e altri aneddoti sono raccontati nel libro di Paolo Nesti Un’eccellenza pistoiese. Quando la vita e lo sport vanno in parallelo: Athos Frosini, il ginnasta e il vigile del fuoco”. Nesti, grande amico di Frosini, raccoglie foto, articoli di giornale, documenti. «La sua vita di pompiere – scrive Nesti – si è svolta in larga parte nella caserma Incerpi Italo” in corso Gramsci, e di quel lungo periodo Athos ha conservato innumerevoli ricordi che, insieme all’ammirazione per l’intero Corpo, fanno sorgere in cuore, oltre al rispetto e alla lode, la nostalgia. Non solo per quanto quei ragazzi facevano con gli scarsi mezzi disponibili, ma per l’entusiasmo e l’orgoglio che traspare nei gesti e nei volti di ciascuno».

Dai soccorsi sulla neve nel ’54 in provincia di Chieti, che gli valsero l’encomio per lo spirito di abnegazione della Direzione nazionale dei vigili del fuoco, fino all’episodio del 1981, quando le sue abilità di ginnasta gli consentirono di salvare Paolino, un uomo caduto in un pozzo in via Sestini, sono molti i motivi di orgoglio per quest’uomo non comune. Che era un eccellente atleta. Campione dello sci, conquistò risultati eccellenti anche nella ginnastica, che praticò da agonista tra il 1947 e il 1962, diventando poi allenatore. Era rigoroso, per lui la ginnastica non era solo disciplina sportiva, era scuola di vita.

La grande difficoltà delle società sportive pistoiesi nel trovare spazi e tempi per i propri atleti lo hanno visto al centro della lotta. Dalle palestre di via Pacinotti e via Pertini fino alla palazzina Coppedè, Frosini non ha risparmiato energie per trovare fondi e per garantire ai ragazzi un luogo dignitoso dove allenarsi, spesso scontrandosi con difficoltà burocratiche e con un cambiamento culturale che lo amareggiava ma non gli aveva tolto dignità. C’era una frase che amava ripetere: «Ho sempre voluto il bene dei ragazzi, dei ragazzi pistoiesi». Anche per questo merita un posto speciale nel cuore di questa città.

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