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Pesce d’aprile 2026, la social hit in provincia di Pisa: ecco i 3 casi più “clamorosi”

di Luca Cinotti

	Il maxi scarpone e il suo resort a Tirrenia
Il maxi scarpone e il suo resort a Tirrenia

A Tirrenia si parla di appartamenti di lusso al posto del rudere di una mitica discoteca, il furto del maxi scarpone. E a Volterra...

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Una discoteca trasformata in appartamenti di lusso, una scarpa lunga sette metri rubata, un’importante scoperta archeologica. Cosa hanno in comune queste tre notizie? Almeno tre cose: sono state diffuse tutte su Facebook, sono avvenute in provincia di Pisa e – dulcis in fundo – sono tutti pesci d’aprile.

In tempi di social network e smartphone, già da tempo lo scherzo del primo giorno del mese ha le bacheche Facebook come palcoscenico d’elezione. Ma ieri mattina, in particolare, queste “notizie” hanno fatto sorridere centinaia di persone e – magari – anche benevolmente ingannato qualcuno.

Un sogno al posto del mitico Frumpy

La prima riguarda Tirrenia e uno dei suoi simboli, ormai abbandonato: l’ex discoteca Frumpy, poi Pachamama, il cui immobile in pessime condizioni guarda chi passa dalla Pisorno. L’immobiliarista Francesco Martinelli ha scritto di aver «realizzato finalmente il mio sogno» Acquistando la discoteca «per fare un complesso super residenziale per godersi i giorni estivi senza il caos da spiaggia. Il complesso avrà quattro piscine, una pista per gli elicotteri privati, un'area meeting un cocktail bar a forma di palla da discoteca e una palestra con sauna e bagno turco. Gli appartamenti: otto bilocali, quattro trilocali e un attico con piscina privata». Negli ultimi giorni, peraltro, sono state effettuate operazioni di pulizia della zona e questo lasciava qualche margine di incertezza sulla veridicità della notizia. Ma, a fugare ogni dubbio, ci sono un paio di dettagli: Martinelli scrive infatti di «appartamenti disponibili a partire da 75.000 euro con spese condominiali di 4mila € al mese», prevedendo poi la consegna – guarda caso – il 1° aprile 2027 e chiudendo il tutto con le immagini di tre pesci. Dubbi, insomma, non ce ne sono.

Il furto del maxi scarpone

Stesso discorso spostandoci in Valdera alla Rosa di Terricciola, dove il pesce d’aprile è stato confezionato dai titolari di uno dei negozi simbolo della zona, il Bottegone della calzatura, intorno al grande scarpone giallo davanti all’edificio.

Con una sorta di articolo si è data notizia del fatto che «nella notte ignoti si sono introdotti nell'area esterna dello storico negozio “Bottegone della calzatura”, situato sulla statale Salaiola, e hanno trafugato la gigantesca installazione a forma di scarpone giallo che da anni svettava sul prato antistante. Lo scarpone, di dimensioni notevoli (lungo circa 7 metri, numero di piede 920!) pesantissimo e realizzato in materiali resistenti, non era solo un elemento decorativo, ma un vero e proprio simbolo del punto vendita e un punto di riferimento visivo per automobilisti e turisti. La sua scomparsa ha destato immediata sorpresa e sconcerto tra i passanti e i dipendenti del negozio. Si parla poi di indagini in mano ai carabinieri, con tanto di immagine di militari intenti a fare i rilievi sul luogo del presunto furto. Anche qui un dettaglio rilevatore: l’articolo viene firmato dal (presunto) giornalista Aldo Scrponcini. e poi – per esser più chiari – appare l’hashtag #pescedaprile.

La sensazionale scoperta

Terzo episodio quello che riguarda l’area dell’anfiteatro romano di Volterra, una delle zone archeologiche più importanti in Italia negli ultimi anni. Da tempo la “scoperta” di questo sito viene documentata dalla pagina Fb “L’anfiteatro che non c’era”. E ieri mattina è apparso questo post: «Sensazionale scoperta all’Anfiteatro Romano di Volterra. Gli archeologi riportano alla luce una scultura in marmo lunense raffigurante l’effige del dio etrusco conosciuto dai latini con il nome di Piscis Aprilensis. Sgomento tra gli esperti di settore». In questo caso l’immagine dice già tutto. O quasi, visto che a leggere i commenti appare qualcuno che, con il sorriso (virtuale) sulla bocca, ammette di esserci caduto. 

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