Cisanello, nuovi sversamenti tossici: una dipendente al pronto soccorso per un malore
Un altro caso all’edificio 200 dell’ospedale, quello che ospita la diagnostica di laboratorio: presentato dall’Usb un esposto in Procura per accertare eventuali responsabilità
PISA. Ancora sversamenti di sostanze tossiche nel laboratorio di anatomia patologica dell’ospedale di Cisanello. A due mesi di distanza dalla protesta dei lavoratori dell’edificio 200, che prima di Natale organizzarono un presidio davanti alla struttura per denunciare i rischi corsi dal personale sanitario a causa dei malfunzionamenti degli impianti di aerazione e smaltimento, la situazione non sembra migliorata.
All’interno del laboratorio, lunedì mattina – 16 febbraio – c’è stato un nuovo episodio di perdita di solventi, inalati da una lavoratrice che si è sentita male e ha dovuto chiedere assistenza ai colleghi del pronto soccorso. Non sono mancati attimi di tensione verbale tra qualche lavoratore e alcune figure dell’Aoup intervenute per l’emergenza, mentre l’attività del laboratorio è stata interrotta per un giorno.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e i vigili del fuoco, a colloquio con le parti per approfondire la questione.
L’esposto
Nel frattempo, la crepa sembra farsi più profonda, dopo che ieri mattina l’Unione Sindacale di Base di Pisa ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pisa, «affinché vengano accertate le eventuali responsabilità dei soggetti preposti dall’azienda alla salvaguardia della salute dei lavoratori». Il tema è delicato, perché le sostanze più volte fuoriuscite ed esalate rappresentano un rischio per i dipendenti. Tra ottobre e dicembre gli accessi al pronto soccorso da parte degli operatori erano stati sette, alcuni sono rimasti intossicati e qualcuno ha addirittura riportato danni permanenti da anosmia (perdita parziale di olfatto e gusto). Il timore è che possano esserci altre conseguenze.
Attualmente i lavoratori sono tenuti a indossare delle maschere antisolvente, una misura “tampone” che però non pare aver risolto alla radice il problema degli sversamenti. In più, personale e sindacati hanno segnalato anche la mancanza di isolamento dei vari locali, come fattore di propagazione delle sostanze tossiche in tutto l’edificio 200, che tra le varie unità operative conta circa duecento persone. In attesa che, come confermato dalla direzione dell’Aoup, la diagnostica di laboratorio esca dalle strutture “temporanee” in cui è entrata dieci anni fa e trovi collocazione nell’ospedale Nuovo Santa Chiara, i lavoratori chiedono condizioni di maggiore sicurezza e salubrità. Ora a queste istanze si è aggiunto l’esposto dell’Usb.
«Il nuovo episodio di sversamenti dimostra che purtroppo la situazione di criticità delle tubazioni che abbiamo denunciato pubblicamente due mesi fa non è cambiata e i lavoratori continuano a rischiare sulla loro pelle – dice Matteo Croatti del sindacato di base pisano – Preso atto delle perduranti carenze all’edificio 200 abbiamo presentato un esposto in procura». A dicembre l’azienda sanitaria replicò assicurando di essersi attivata a tutti i livelli per salvaguardare la salute del personale, che però continua a lamentare lo stesso problema.
