Picchiato e lasciato a terra a urlare: l’episodio choc in viale Gramsci a Pisa
La testimonianza di un residente: «Ha rischiato di essere investito dalle auto che passavano, qui i problemi di sicurezza sono ormai all’ordine del giorno»
PISA. Alle urla, i residenti del quartiere della stazione, ormai ci hanno fatto l’abitudine. Ma quelle che intorno alla mezzanotte tra martedì e oggi, 28 gennaio, hanno attirato l’attenzione di chi abita in viale Gramsci, a pochi metri dalla stazione di Pisa Centrale, erano urla più insistenti del solito. Le lamentele erano quelle di un uomo, preso a calci e pugni da un altro che poco dopo si è dileguato, lasciando la vittima stesa sull’asfalto, dolorante.
Coloro che si sono affacciati alla finestra per capire che cosa fosse successo, hanno fatto in tempo a vedere la parte finale dell’aggressione o della rissa, dall’esito però unilaterale. Tra questi Alberto Bozzi: subito dopo aver assistito alla scena, ripresa anche col cellulare, ha chiamato il 112. Chiedendosi al contempo perché le forze dell’ordine di presidio davanti alla stazione, proprio lì a pochi passi, non stessero intervenendo. Il ferito era cosciente e continuava a urlare e a contorcersi, disteso a terra.
Il racconto
«Ha rischiato di essere investito dalle auto che passavano – spiega il residente e membro del comitato Le Stazioni – dal 112 mi hanno fatto tante domande per poi passarmi i soccorritori del 118, ma serviva un intervento anche delle forze dell’ordine ed è impossibile che gli agenti in servizio in piazza della Stazione non si siano accorti di nulla. Non do la colpa a nessuno, ci mancherebbe anzi siamo grati alle forze di polizia per quello che fanno, ma se hanno l’obbligo di restare lì davanti forse andrebbe ripensato il presidio, perché nel quartiere è un continuo».
Fa discutere
Arrivati dopo una decina di minuti dalla segnalazione, i soccorritori hanno prestato le prime cure all’aggredito che nel frattempo era riuscito ad allontanarsi dalla carreggiata, per poi accompagnarlo al pronto soccorso. E sul posto sono giunti anche carabinieri, finanza ed esercito. Secondo i residenti, c’è però bisogno di uno sforzo maggiore.
«Qui spaccio e risse sono quasi all’ordine del giorno e c’è tanta rassegnazione – riprende Bozzi facendosi portavoce del comitato – ma quando si verificano episodi come questo non ci si possiamo girare dall’altra parte. La zona rossa non ha funzionato e il discorso sulla vivibilità del quartiere sarebbe più ampio, di sicuro non si può prescindere da un presidio attivo delle forze dell’ordine».
