Legge un articolo del Tirreno e viaggia per 500 km: all’ospedale di Cecina l’intervento che le cambia la vita
La 31enne ha letto che il primario di Cecina aveva già effettuato la procedura ed è arrivata dall’Abruzzo: «Rimasta pienamente soddisfatta»
CECINA. Aveva sentito vari specialisti ma, purtroppo, senza riuscire a trovare una soluzione al suo problema. Poi, un giorno, facendo delle ricerche sul web si è imbattuta in questo articolo del Tirreno: “Cecina, donna con due vagine e due uteri operata: l’intervento raro in ospedale” e ha capito che, forse, il nostro ospedale era il posto giusto per lei, che presentava una storia molto simile a quella della donna citata nell’articolo. È quindi venuta a Cecina dall’Abruzzo, regione in cui abita, e ha deciso di farsi operare dal primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale, il dottor Stefano Masoni, e dalla dottoressa Letizia Freschi. «L’intervento effettuato per via isteroscopica – dice il dottor Masoni – ha avuto esito positivo con il rimodellamento completo della cavità uterina e della vagina. E la paziente è rimasta pienamente soddisfatta». Ma andiamo con ordine.
L’altra operazione
Alla fine del 2024 all’ospedale di Cecina è arrivata una paziente di Massa Marittima affetta da malformazione uterovaginale. Era cioè nata con un apparato riproduttivo doppio e aveva un intero setto genitale, con utero e vagina, diviso a metà. L’intervento effettuato in ospedale è riuscito a eliminare il setto che divideva le due parti consentendo così alla donna di avere un’unica vagina e un’unica cavità uterina. Un caso, quest’ultimo, che era stato considerato raro per l’estensione della malformazione ma non rarissimo per la tipologia. «Capita spesso – ha spiegato Masoni all’epoca – quando facciamo l’isteroscopia di trovare pazienti che hanno un doppio utero nella parte superiore. In quel caso invece la divisione era completa, le parti erano due: semplicemente più piccole. Accade perché i dotti di Muller, strutture che appaiono in entrambi i sessi durante lo sviluppo embrionale, non si sono ben formati».
500 chilometri
Ed è ciò che è capitato anche a una 31enne abruzzese. «La paziente – spiega il dottor Masoni – era affetta da una malformazione uterovaginale simile a quella che avevamo già operato dandone comunicazione alla stampa, data la particolarità dell’intervento. La paziente abruzzese che già sapeva di essere portatrice di malformazione si era rivolta a specialisti abruzzesi e marchigiani, senza ricevere risposte soddisfacenti. Nel corso di ricerche su internet si è imbattuta nell’articolo che riguardava l’intervento eseguito da noi e ci ha quindi contattato. Non ha poi esitato a viaggiare per oltre 500 chilometri per venire di persona a Cecina, vedere la struttura e sentire il nostro parere. Sentitasi rassicurata, ha quindi deciso di sottoporsi all’intervento nel nostro ospedale».
«Tutto bene»
L’intervento, eseguito dal dottor Masoni e dalla dottoressa Freschi è andato a buon fine. «La paziente – conclude il primario – è rimasta pienamente soddisfatta dell’accoglienza e del trattamento ricevuto, profondamente grata agli operatori, al personale del reparto e a quello del blocco operatorio».
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