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L’operazione

Dentro la fabbrica della cocaina in Toscana: i narcos, il blitz e la raffineria in mezzo alle villette insospettabili

di Redazione web

	La fabbrica della cocaina in Toscana 
La fabbrica della cocaina in Toscana 

L’operazione dei carabinieri nella campagna di Fucecchio: quattro arresti. In una settimana dalla prima segnalazione alla scoperta dell’industria della droga

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Le villette. I giardini. I panni stesi ai balconi. Un quartiere residenziale come tanti. Che, però custodisce un segreto nascosto. A Fucecchio, in provincia di Firenze, i carabinieri della compagnia di Empoli hanno individuato e smantellato una vera e propria fabbrica di cocaina. Un’operazione che, secondo gli investigatori, ha impedito l’immissione sul mercato di 34 chili di droga, un quantitativo che avrebbe fruttato oltre 700mila euro una volta tagliato e spacciato.

L’operazione

Tutto è iniziato il 19 gennaio, quando i militari del nucleo operativo, impegnati nei servizi di contrasto allo spaccio, hanno notato movimenti sospetti attorno all’abitazione di un uomo albanese, classe 1972. Da lì è scattata la decisione di approfondire. La perquisizione ha portato alla scoperta di un laboratorio nascosto nei locali retrostanti la casa: un ambiente che, per quantità di strumenti e materiali, ricordava più un impianto industriale che un semplice deposito clandestino.

Dentro la raffineria: vasche, presse e rilevatori di microspie

Quando i carabinieri sono entrati, si sono trovati davanti panetti di cocaina accatastati, bilance di precisione, vasche per la lavorazione, presse, un forno, pompe, macchine per il sottovuoto, buste e sostanze da taglio. C’erano persino rilevatori di microspie, segno che chi gestiva il laboratorio temeva di essere intercettato e aveva messo in conto la necessità di proteggersi da eventuali controlli. Insieme all’uomo albanese sono stati arrestati anche tre cittadini colombiani – di 59, 58 e 23 anni – tutti ritenuti coinvolti nella gestione e nella lavorazione della droga.

La misura cautelare e la convalida

Su disposizione del Pubblico ministero di turno della Procura di Firenze, i quattro sono stati portati nel carcere di Firenze-Sollicciano in attesa dell’udienza di convalida. Il 22 dicembre il giudice per le indagini preliminari ha confermato gli arresti e disposto per tutti la custodia cautelare in carcere.

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