Il Tirreno

La storia

Sassetta, la sfida di Cecilia: il locale in piazza tra prodotti locali, aperitivi gustosi e la castagna che fa da regina

di Giorgio Piglia

	Cecilia Cresci, titolare de "La Ricciaia"
Cecilia Cresci, titolare de "La Ricciaia"

Cecilia Cresci ha aperto in piazza nuova “La Ricciaia”, piccolo locale per buongustai con tanti tavolini all’esterno per assaggi golosi e aperitivi di terra

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SASSETTA. In controtendenza rispetto alla vulgata del declino inarrestabile del paese, peraltro smentita dal recente traguardo della Bandiera Arancione, Sassetta esprime potenzialità tutte da valorizzare. Ultimo in ordine di tempo è il caso di Cecilia Cresci che da pochi giorni ha aperto in piazza nuova "La Ricciaia", piccolo locale per buongustai con tanti tavolini all’esterno per assaggi golosi e aperitivi di terra.

Un fenomeno in crescita

"Io credo in Sassetta" afferma con convinzione la giovane Cecilia, e non può essere altrimenti perchè l’attività che ha scelto come contributo al rilancio del suo paese richiede una certa dose di coraggio. Non è la prima a percorrere questa strada: è dell’inverno scorso l’apertura dell’enoteca "La merenda" già ben avviata e facendo un passo in dietro, ma non lunghissimo, ecco l’accoglienza dell’Albergo diffuso, il recupero dell’antica coltivazione dello zafferano, lo Zaffo di Sassetta, la valorizzazione della cucina locale in chiave attuale nel ristorante del paese. Segnali positivi .

La storia di Cecilia

Ma torniamo a Cecilia Cresci. Colpita qualche anno dalla tragica morte del padre, figura di spicco della quotidianità sassetana, Cecilia prima ha dato impulso alla storica bottega di famiglia, poi l’ha ceduta per dedicarsi alla sua azienda agricola, un castagneto di due ettari circondato da bosco e dotato di essiccatoio in località Bufalaio, dove i frutti raccolti ad ottobre diventano con il suo lavoro pappardelle, cantucci, pizzicotti, tagliatelle, cremose mousse. Per un paio d’anni solo in esposizione e vendita durante feste e con amichevoli collaborazioni, ora tutto si concentra nella "Ricciaia": dove sì la castagna è regina in tutte le sue trasformazioni, ma in buona compagnia con miele, sciroppi, formaggi, salumi, vini e olio che se non sono di Sassetta sono prodotti a pochi chilometri di distanza: "Alla Ricciaia un tagliere da solo o per accompagnare un aperitivo - sottolinea Cecilia - deve avere una forte impronta locale". E’ il "gusto agricolo", come suggerisce il sottotitolo dell’insegna: la quale ai sassetani rievoca vecchie consuetudini contadine, quando le castagne raccolte in cumuli e coperte di foglie (le ricciaie) venivano lasciate a "riposare", allora i ricci creando calore marcivano e rendevano più dolci i frutti e meno pungente la separazione. Ora il ricordo della Ricciaia di una volta torna in concreto a Sassetta per valorizzare un’esperienza di interessanti preparazioni artigianali dai sapori antichi.

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