Piombino, salvata da una gravidanza extrauterina: i dolori improvvisi, i giorni in Rianimazione e l’appello per riaprire il punto nascita
Silvia Cini, 35 anni, infermiera, era incinta ma non lo sapeva. Dopo forti e anomali dolori all’addome è corsa al pronto soccorso, poi l’operazione d’urgenza e le cure. Ora sta meglio e ringrazia i medici dell’ospedale Villamarina: «Mi avete salvato la vita»
PIOMBINO. «Devo ringraziare il personale di Villamarina, mi ha salvato la vita». Nata e cresciuta a Piombino, classe 1991, Silvia Cini, infermiera triagista, oggi vive a Firenze, dove è anche sindacalista del Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche. Dal capoluogo toscano, per il ponte del 2 giugno la sindacalista è venuta a trovare i suoi genitori, insieme al marito e al figlio di due anni. Ma la sua visita nella città natia si è trasformato presto in qualcosa che nessuno in famiglia si sarebbe aspettato. Silvia era incinta, ma non lo sapeva. E così è dovuta correre al pronto soccorso di Villamarina, nel cuore della notte del 31 maggio, che è anche il giorno dell’anniversario del suo matrimonio.
«Durante la notte ho un avuto un dolore improvviso e anomalo all’addome – racconta Cini al Tirreno –. Ho sentito che qualcosa non andava, un mal di pancia strano». Silvia così decide di recarsi al pronto soccorso. «Mio marito mi ha detto di andare a Firenze, al pronto soccorso dove lavoro – spiega –. Ma io a Firenze non ci sarei arrivata. Non sarei arrivata neanche a Cecina. Quindi siamo corsi a Villamarina».
La 35enne è stata immediatamente visitata: a Silvia si era rotta una tuba di Falloppio, a causa di una gravidanza extrauterina, e la donna così ha subito uno choc emorragico interno. L’embrione concepito non si è impiantato nell’utero, ma in una delle due tube di Falloppio, che non riuscendo a sostenere la crescita dell’embrione, si è lacerata. Dunque, l’operazione d’urgenza: «Nonostante io e mio marito stiamo cercando di avere il secondo figlio, non sapevo di essere incinta. Ho sempre avuto il ciclo puntuale – racconta l’infermiera –. Mi hanno aperto la pancia e mi hanno salvato la vita. L’intervento al pronto soccorso è stato tempestivo ed eccellente». Ora la donna sta bene: «Sono stata in rianimazione due giorni, mi sto riprendendo, inizio a vedere la luce», confida speranzosa.
«Nonostante a Piombino non ci sia più il Centro nascite (chiuso nel 2019, ndr), per fortuna a Villamarina c’è il dottor Scotto (Gianluca, direttore di Chirurgia generale, ndr), luminare che ha fatto più di 3.500 interventi, e nel mio caso non ci sono state complicanze», continua la sindacalista. Che poi elogia «il servizio sanitario ancora presente e funzionante a Villamarina, ovvero il pronto soccorso, il reparto di anestesia e quello di chirurgia, che ringrazio». Silvia, poi, trasforma la sua storia personale in una fatto sociopolitico.
«Quello che mi preme sottolineare è che a me è andata bene per la presenza del dottor Scotto – sottolinea –. Ma la chiusura del punto nascita e l’assenza di una ginecologa per l’emergenza-urgenza, e delle ostetriche, non è un taglio alla spesa, ma alla tutela delle donne».
L’infermiera si definisce come «“conseguenza di questa scelta” – continua –. Sono andata in ospedale per un malore improvviso, e mi hanno salvata. Ma quello che ho avuto non è qualcosa che si può programmare, non è una patologia dell’età geriatrica, per esempio. Riguarda donne giovani, in età fertile». Avere un punto nascite a Piombino, e quindi anche un reparto di ostetricia, significherebbe «salvaguardare quella fascia di popolazione che chi parla delle politiche sulla natalità dice di voler sostenere – evidenzia –. Ma non avere questo reparto a Piombino è una contraddizione politica: la famiglia si promuove solo a parole». Da qui, l’appello al sindaco Francesco Ferrari: «Il suo partito politico parla sempre di come sostenere le famiglie, ma si deve passare ai fatti – afferma Cini –. C’è una dissonanza evidente tra il discorso pubblico che vuole tutelare la famiglia e quello che realmente succede. Il sindaco dovrebbe fare pressione per far tornare il punto nascite a Piombino».
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