Il Tirreno

Ungulati verso l’eradicazione lo studio muove i primi passi

di Antonella Danesi
Ungulati verso l’eradicazione lo studio muove i primi passi<br type="_moz" />

Sammuri: «Se il risultato sarà che si può fare valuteremo i costi»

24 settembre 2023
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PORTOFERRAIO. È iniziato il percorso dello studio di fattibilità per l’eradicazione degli ungulati sull’Isola d’Elba, commissionato dal Parco nazionale dell’Arcipelago. La società che si è aggiudicata il bando indetto dall’ente per verificare la fattibilità di questa operazione, nei giorni scorsi, in occasione della riunione della comunità del parco ha aggiornato le amministrazioni sui passaggi che il lavoro prevede prima di arrivare alla presentazione di una proposta, che dovrebbe arrivare già nei primi mesi del 2024.

L’incarico al gruppo di progettazione era stato dato a luglio ed ora è arrivata la illustrazione della metodologia con cui si sta portando avanti lo studio. Un primo step significativo sarà a novembre, dopo di che, a febbraio dovrebbe arrivare la stesura definitiva dello studio, che prevede anche un questionario distribuito tra i cittadini e uno più mirato tra i portatori di interesse, tra cui sindaci, presidenti delle associazioni e dei comitati, in pratica tutti i soggetti interessanti in quanto operanti sul territorio dell’isola.

«Queste due indagini – spiega Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago – si concluderanno entro novembre, dopo di che ci sarà una nuova informativa sullo studio in generale».

L’indagine che la società incaricata sta svolgendo ha lo scopo di verificare se è possibile o meno eradicare dall’isola cinghiali e mufloni e, se possibile, come deve essere fatto e qual è il costo dell’operazione. «A quel punto se ci dicono che si può fare e quali sono i costi – prosegue Sammuri – dobbiamo decidere se si fa o meno».

Lo studio di fattibilità è stato richiesto a gran voce dai sindaci e dai comitati, in prima linea Simone Barbi, sindaco di Marciana, che ha il territorio devastato dagli ungulati, soprattutto dai mufloni che sono diventati particolarmente invasivi e pericolosi anche per l’incolumità pubblica, arrivando tranquillamente vicino alle case in tutte le ore della giornata.

A disposizione per questo primo studio tecnico circa 60mila euro, arrivati dalla Gestione associata per il turismo. «Un progetto che i comuni hanno sostenuto – dice Angelo Zini, presidente della comunità del parco – con il finanziamento dal contributo di sbarco dato al Comune di Marciana. Tra qualche settimana dovremmo avere altri step informativi e a inizio anno potremo fare le valutazioni sul progetto definito per il contenimento di queste specie, fino ad arrivare all’eradicazione. È quello che avevamo chiesto, per il quale ci eravamo impegnati con la popolazione e mi pare che in questo senso iniziamo ad avere qualche risultato».

Intanto il centro di sosta a Marina di Campo è operativo già da un paio di mesi. È qui che vengono stoccati gli animali abbattuti che, una volta eviscerati e analizzati sono chiusi nelle celle frigorifere in attesa di essere trasportati sul continente. «È già un passo in avanti gigantesco – sostiene Sammuri – perché uno dei problemi per l’isola era questo, soprattutto da quando è entrata i vigore la normativa sulla peste suina africana per cui i cinghiali devono essere abbattuti e quindi si possono spostare da un luogo all’altro solo una volta abbattuti e dopo tutte le analisi effettuate».

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