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Monsummano, lo sversamento nella Candalla partito da una cisterna privata

di David Meccoli
Monsummano, lo sversamento nella Candalla partito da una cisterna privata

Individuata l’origine della fuoriuscita di gasolio nel torrente nella zona del Loik

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Monsummano Proveniva da una cisterna in disuso, situata in una proprietà privata, la sostanza oleosa che per qualche giorno si è riversata nel rio Candalla, destando forte preoccupazione tra i residenti di Monsummano. Per procedere con una eventuale denuncia per danno ambientale (nonché con la richiesta delle spese causate dalle operazioni di bonifica) l’amministrazione comunale attenderà gli esiti dell’analisi dei campioni delle acque e gli atti ufficiali dell’Arpat, i cui tecnici sono intervenuti sul posto lunedì 26 gennaio.

Una speciale sonda ha permesso di procedere con la video-ispezione del tubo (di proprietà pubblica) dal quale si supponeva provenisse la sostanza inquinante ed è stato così possibile individuare il punto da cui sarebbe avvenuto lo sversamento. Di conseguenza è stato attivato il protocollo per la bonifica del torrente. «La situazione – dice la sindaca Simona De Caro – è sotto controllo. L'apparato tecnico del Comune ha profuso uno sforzo notevole per la prima messa in sicurezza del corso d'acqua e per le successive ricerche della fonte di origine. Adesso, con la collaborazione dei privati, è stato possibile intervenire per eliminare definitivamente l'origine dello sversamento». Uno sversamento di liquido oleoso, che a una prima analisi olfattiva sembrava essere gasolio, era infatti in atto nella Candalla dallo scorso fine settimana. Lo scorrere lento, ma costante, di macchie scure sul letto del torrente aveva messo in allarme l’amministrazione, che aveva così attivato le operazioni di monitoraggio. Sul posto erano state posizionate barriere galleggianti assorbenti, prima dell’avvio delle operazioni di bonifica ambientale. Parallelamente una ditta di Altopascio è intervenuta con una sonda, che ha individuato l’origine dello sversamento.

«Si è trattato – conclude la sindaca – di un evento occasionale che, con le prescrizioni imposte dagli organi competenti, non si verificherà più. Invito i cittadini che avessero ancora a disposizione cisterne interrate di idrocarburi, a procedere alla loro messa in sicurezza: si tratta di una responsabilità sociale e civile che la nostra comunità deve prendere in seria considerazione se vogliamo mantenere l’ambiente intatto». 

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