Monsummano, scontro sul polo produttivo dell’azienda Reg. Magrini (FdI): «Via Verdi non è l’area idonea»
Il Pd difende la scelta: «Crea nuovi posti di lavoro e riqualifica una zona degradata»
Monsummano Non trova tutti d’accordo il via libera arrivato nell’ultimo consiglio comunale di Monsummano al nuovo polo produttivo dell'azienda Reg (che ha un accordo con l'importante marchio di Brunello Cucinelli, brand della moda quotato in borsa) in via Verdi, nell’area ex Indios ed ex Monfribe, con riqualificazione dei capannoni e realizzazione di oltre 100 posti auto per i dipendenti e di una ventina di stalli a uso pubblico in via Crispi, in superfici prima a destinazione residenziale.
Il Partito democratico cittadino ritiene la variante urbanistica «di rilevante importanza per l'economia monsummanese, tenuto conto che saranno creati nuovi posti di lavoro e riqualificata un'area degradata». «L'intervento di rigenerazione è stato valutato positivamente da quasi tutti i consiglieri, anche dell'opposizione, ad esclusione di un consigliere di Fratelli d'Italia, che si è astenuto – proseguono i dem – considerando il momento critico nel settore del lavoro, soprattutto nel comparto moda, siamo rimasti sorpresi e allibiti che questo importante progetto non sia stato accolto da tutti i consiglieri all'unanimità».
Chi si è astenuto è Matteo Magrini, esponente di FdI. «A Monsummano sembra mancare da sempre una vera visione di città – spiega – da oltre ottant’anni la nostra città procede a tentoni in materia di pianificazione urbanistica, senza una visione chiara e condivisa. Una zona industriale incastonata a ridosso del centro abitato, magazzini sparsi tra le case, quattro supermercati concentrati nel raggio di 500 metri e una distribuzione commerciale squilibrata. Un mosaico urbano disordinato, figlio di scelte frammentarie e mai inserite in un disegno complessivo. Questo scenario rischia di aggravarsi dopo l’approvazione del piano che dà il via libera all’ampliamento di una fabbrica costruita negli anni Sessanta, quando attorno non esisteva ancora l’attuale quartiere residenziale». Per Magrini «attrarre investimenti e creare posti di lavoro è fondamentale e gli imprenditori che scelgono di investire sul territorio vanno sostenuti, accompagnati e messi nelle condizioni migliori per operare. Ma proprio per questo serve coraggio politico e capacità di pianificazione. Un’amministrazione lungimirante avrebbe potuto individuare un’area più idonea - ad esempio nella zona del Fossetto - e avviare un’operazione di riqualificazione complessiva. Abbattere il rudere di via Paradiso, trasformarlo in uno spazio di verde pubblico, e allo stesso tempo offrire all’azienda le condizioni per costruire una nuova fabbrica lontana dai centri abitati. Senza una visione urbanistica chiara e condivisa, Monsummano rischia di continuare a crescere senza identità, sommando problemi invece di risolverli».
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