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Per 14 anni vive con l’ossigeno, poi l’intervento all’ospedale di Massa: «Ho festeggiato le nozze d’oro ballando»

di Redazione Massa

	L'equipe dell'Ospedale del Cuore con Teresa, a destra la donna con il marito
L'equipe dell'Ospedale del Cuore con Teresa, a destra la donna con il marito

Un intervento straordinario quello eseguito all'Ospedale del Cuore dai dottori Luca Giugno e Giuseppe Santoro. La donna: «Sono arrivata a Massa in sedia a rotelle, oggi festeggio con mio marito»

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MASSA. Cinquant’anni di matrimonio non sono solo un traguardo d'amore, ma – nel caso di Teresa –  il simbolo di una vera e propria seconda vita. Nei giorni scorsi Teresa ha festeggiato le nozze d’oro guardando il marito negli occhi, senza le cannule per l’ossigeno, ormai compagne di vita da 14 anni. 

Un intervento straordinario

Solo dodici mesi fa, tutto questo sembrava impossibile. Teresa, catanese di 69 anni, con una cardiopatia congenita complessa, negli ultimi 14 anni ha “respirato” solo grazie all'aiuto dell’ossigeno. Limitata nei movimenti e, negli ultimi mesi prima del ricovero, costretta a letto per il peggioramento delle sue condizioni di salute, è tornata a condurre una vita attiva e senza necessità di ossigeno H24 grazie a un intervento straordinario, eseguito lo scorso anno, all'Ospedale del Cuore di Massa dai dottori Luca Giugno e Giuseppe Santoro

La determinazione del marito

Dietro la scelta di affrontare il viaggio dalla Sicilia alla Toscana c'è stato il ruolo fondamentale del marito di Teresa, Lino. È stato lui, nei momenti di maggiore sconforto, a spronarla a non arrendersi e ad affrontare un intervento che non aveva precedenti documentati.

Teresa è nata con una cardiopatia congenita complessa, una trasposizione congenitamente corretta delle grandi arterie con difetto interventricolare e stenosi polmonare per la quale, quando era piccola, non era possibile eseguire la correzione chirurgica. La presenza di diversi difetti anatomici nel cuore di Teresa, in particolar modo un ostacolo al flusso polmonare, ha in qualche modo compensato la cardiopatia permettendo alla donna di avere, da bambina e da giovane adulta, una  buona qualità di vita. 

Teresa è infatti riuscita a portare a termine due gravidanze, crescere i suoi figli, accompagnarli e seguirli fino all’età adulta. Nel corso degli anni però la cardiopatia è peggiorata costringendo la  donna alla sedia a rotelle e all'ossigeno, fino all’impossibilità di alzarsi dal letto. 

Quelle condizioni cliniche richiedevano una procedura interventistica ad altissimo rischio.

Gli aspetti più complessi

Arrivata all’Ospedale del Cuore di Massa, il team di Emodinamica pediatrica e del congenito adulto, diretto dal dottor Giuseppe Santoro, ha lavorato in stretta sinergia con i radiologi per ricostruire l'anatomia della paziente e con i cardioanestesisti per evitare un'anestesia totale, troppo rischiosa per il quadro clinico di Teresa. È stato, infatti eseguito, in anestesia locale, un intervento di valvuloplastica polmonare palliativa (attraverso la vena femorale, è stata eseguita la dilatazione della valvola polmonare con catetere a palloncino) su una cardiopatia congenita complessa in età avanzata. Una procedura di cui non sono stati descritti altri casi nella letteratura scientifica e che ha richiesto un complesso processo di planning, coinvolgendo diversi professionisti tra cardiologi, radiologi e cardioanestesisti. L’aspetto più complesso è stato calibrare con estrema precisione l’incremento del flusso polmonare per migliorare l’ossigenazione senza determinare un eccessivo afflusso di sangue ai polmoni, potenzialmente dannoso per la funzione cardiaca. 

Una nuova vita

Il recupero di Teresa è stato sorprendente: nell’immediato post procedura è stato possibile sospendere l’ossigeno e, 24 ore dopo, la signora è tornata a camminare. 

Oggi, a distanza di un anno, la sedia a rotelle e i tubi dell'ossigeno sono solo un lontano ricordo. Teresa, sulle sue gambe, è entrata alla festa per i suoi 50 anni di matrimonio, circondata dall'affetto dei figli e del marito. «Sono arrivata a Massa in sedia a rotelle, oggi festeggio le nozze d'oro ballando con mio marito», racconta Teresa con commozione. «Per 14 anni non ho potuto fare un passo da sola. Se ho potuto festeggiare, lo devo all'équipe di Monasterio, al dottor Giugno che mi segue da tantissimi anni, e a mio marito, che mi ha preso per mano e mi ha spinto per darmi una nuova possibilità. A Monasterio abbiamo trovato una professionalità immensa, ma soprattutto una grandissima umanità, tutti hanno accolto me e tutta la mia famiglia con straordinario affetto».

«Ricevere, nei giorni scorsi, le fotografie della signora Teresa che festeggia i 50 anni di matrimonio, in piedi accanto al marito e senza l'ossigeno, è stata un'emozione difficile da descrivere - queste le parole del dottor Luca Giugno - Quando abbiamo deciso di affrontare questa procedura sapevamo di trovarci di fronte a un caso di estrema complessità. La sfida non era soltanto eseguire con successo l'intervento, ma prevederne i benefici nel medio e lungo termine in una paziente con una cardiopatia congenita così complessa e in età avanzata. A distanza di un anno, vedere Teresa in buone condizioni, autonoma, capace di camminare e di vivere un momento così importante insieme alla sua famiglia è  stata una soddisfazione immensa. Questi sono i risultati  davvero gratificanti: non soltanto il successo tecnico di una procedura, ma la possibilità di restituire alle persone qualità di vita, autonomia e  gioia di condividere».

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