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Nautica

Crisi The Italian Sea Group, cresce la preoccupazione: le richieste al tavolo regionale

di Barbara Antoni

	Il sito di The Italian Sea Group a Marina di Carrara (foto d'archivio)
Il sito di The Italian Sea Group a Marina di Carrara (foto d'archivio)

Fim, Fiom e Uilm avanzeranno istanze di tutela anche per le ditte dell’indotto a cui è stata rifiutata la Cig ordinaria

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MARINA DI CARRARA. Cresce la preoccupazione per la situazione di crisi di The Italian Sea Group, in vista della riunione al tavolo regionale convocato per il 20 luglio. Una crisi che colpisce circa duemila famiglie, considerando gli oltre cinquecento dipendenti diretti del cantiere di Marina di Carrara, gli oltre duecento del sito di La Spezia e i circa millecinquecento dipendenti indiretti delle aziende dell’indotto. Cresce la preoccupazione anche sulla scorta del rigetto delle richieste di cassa integrazione avanzate da piccole e medie aziende dell’indotto che lavorano per il colosso della nautica.

Cassa integrazione straordinaria
Per i dipendenti diretti del cantiere, si prospetta la cassa integrazione straordinaria. Un aspetto su cui la Fiom Cgil avanzerà richieste chiare al tavolo regionale.

In primo luogo, come spiega Umberto Faita, segretario provinciale Fiom, «la cassa integrazione straordinaria dovrà essere a rotazione per tutti i dipendenti, e non solo per una parte». L’altro punto riguarda i ratei. «Quando i giorni di cassa integrazione straordinaria superano la metà del mese – spiega Faita – i ratei non maturano, e quindi non maturano né tredicesima né ferie né tfr. Per questo, anche se una persona dovesse fare oltre quindici giorni di cassa al mese, chiederemo che venga assicurata la maturazione completa dei ratei: questa è una delle questione che porteremo al tavolo in Regione. L’altro aspetto che sottoporremo all’unità di crisi è una tutela dell’indotto: chiederemo di trovare una soluzione per le casse integrazioni ordinarie che sono state rigettate a queste aziende».

Anche per Fim e Uilm, per voce dei rispettivi segretari territoriali Bruno Casotti e Giacomo Saisi, la sicurezza dei salari in regime di cassa integrazione straordinaria, sarà una delle priorità al tavolo regionale. «Porremo condizioni imprescindibili – fanno sapere Fim e Uilm –, come l’anticipo degli emolumenti. L'azienda deve farsi carico del pagamento diretto delle spettanze, evitando che i lavoratori debbano subire i lunghi tempi di attesa burocratici dell'Inps. E anche una rotazione equa: il sacrificio deve essere distribuito in modo trasparente e omogeneo su tutto il personale, respingendo logiche di penalizzazione continuativa di singoli reparti o lavoratori». In più, la «maturazione dei ratei: dev’essere garantito il pieno riconoscimento e la maturazione di tutti gli istituti contrattuali anche nel periodo di sospensione».

La gestione delle ferie

Sotto i riflettori, inoltre, la gestione delle ferie. Fim e Uilm «denunciano la gestione unilaterale in corso sulle ferie. Assistiamo al collocamento forzato in ferie dei soliti profili professionali, una totale mancanza di rotazione che sta determinando una grave sperequazione: da un lato lavoratori con un monte ferie residuo altissimo, dall'altro dipendenti che si ritroveranno senza copertura. Chiediamo l'immediata revisione di queste disposizioni e l'apertura di un confronto con la Rsu». Non ultimo «il dramma silenzioso che stanno vivendo le ditte terze che lavorano in regime di appalto nel sito produttivo. Oltre ad aver già subito il danno economico di dover accettare un pagamento dei crediti fortemente decurtato al ribasso, queste aziende e i loro dipendenti si trovano ora a vivere una vera e propria beffa istituzionale: l'Inps ha infatti respinto le domande di cassa integrazione ordinaria presentate. Chiederemo un intervento ispettivo e politico mirato per sbloccare l'impasse con l'Inps».
 

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