Il personaggio
Massa, lunghe attese al Cup: «Che incubo, in 60 in piedi e al caldo» - Cosa è successo e la risposta dell’Asl
È caduta e ha una spalla dolorante ma è costretta ad aspettare un’ora e mezza il suo turno. L’esperienza di una lunigianese e la risposta dell’azienda sanitaria
MASSA CARRARA. Può essere estenuante l’attesa per fissare una visita al Cup, il Centro unico di prenotazione dell’Asl. Nei casi-limite, diventa addirittura «un incubo», secondo la testimonianza di una lunigianese che, dopo essere caduta accidentalmente, ha avuto bisogno di prenotare un controllo medico. Donatella Visconti ha raccontato al Tirreno l’esperienza di lunedì al Cup dell’Ospedale delle Apuane. Il Tirreno che l’ha sottoposta all’Asl. E da qui si scopre che è vero che l’affluenza al Cup del Noa è da grandi numeri e che l’attesa può protrarsi ma lunedì, in particolare, si è verificato un fuori-programma: un cittadino ha perso la pazienza e ha provocato il caos, con effetti, appunto, sui tempi di permanenza degli assistiti.
Il soccorso
«Domenica sono caduta – racconta Donatella Visconti che vive a Podenzana – Ho battuto la spalla. Ho dovuto chiamare il 118. Sono arrivati gli operatori della Croce Rossa di Albiano che sono stati efficienti. Al pronto-soccorso di Pontremoli, sono stati molto solleciti: mi hanno fatto esami e mi hanno prenotato un controllo con un ortopedico». Sul fronte dell’urgenza è filato tutto liscio.
In fila
Siamo al Cup dell’Ospedale delle Apuane, lunedì 15 giugno: deve far inserire la visita che le è stata prenotata dal pronto-soccorso. «In attesa c’erano 60-70 persone». «La stragrande maggioranza in piedi». «C’erano molti anziani e persone che, evidentemente, non stavano bene». «Faceva anche molto caldo». «Avevo 35 persone di fronte, mi faceva male la spalla e in queste condizioni ho dovuto aspettare, un’ora e mezza». «Attivi c’erano solo due sportelli». «Mi chiedo se in uno ospedale moderno – dice Visconti – si deve subire una situazione così irrispettosa».
Andata e ritorno
Operazione conclusa al Cup, «sono andata nella sala gessi: un’altra ora e mezza; medici e infermieri sono stati professionali e garbati ma anche qui c’erano diversi anziani in attesa». «Per ultimare il percorso, sono dovuta tornare al Cup: ancora bolgia». «Ho aspettato un’ora». «In tanti avevano appuntamenti già fissati ma con ritardi di ore». «In altri Cup la situazione è diversa, a Carrara, per esempio, ma al Cup del Noa è un disastro. Inspiegabile».
Qui l’azienda sanitaria
Il Tirreno ha dunque sottoposto la segnalazione all’Asl nord ovest. Ed ecco la risposta: «Le postazioni Cup all’interno dell’Ospedale delle Apuane sono attive con cinque operatori al mattino e quattro operatori al pomeriggio», il che non è obiettivamente poco anche rispetto ad altre strutture ospedaliere». «Negli orari di punta possono verificarsi talvolta code – riconosce l’Asl – tenuto conto che, nonostante molti servizi di prenotazione e pagamento possano essere fatti sulla piattaforma online, i cittadini usufruiscono comunque molto spesso dei servizi in presenza»; succede, per esempio, persino con gli esami strumentali più basilari.
L’imprevisto
«Nella giornata di lunedì – spiegano dagli uffici Asl – in particolare, risulta che si sia verificato un episodio increscioso, legato a un comportamento non corretto di un utente, che ha reso necessario l’intervento della vigilanza. I cittadini presenti nella sala di attesa sono quindi stati invitati ad uscire e si è per questo verificato un incremento dei tempi di attesa agli sportelli». A quanto risulta, un cittadino avrebbe perso le staffe provocando attimi di tensione, tant’è che sono intervenuti gli addetti alla vigilanza. «Nello scusarci con la signora – conclude l’Asl – sarà cura dei responsabili del servizio verificare e valutare possibili miglioramenti del servizio».
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