Il personaggio
Morte di Igor Protti, la figlia Noemi: «Sei riuscito a portarmi all’altare, non ti ringrazierò mai abbastanza...»
Il ricordo della donna dopo la scomparsa del padre a causa di una malattia: «Non hai perso, chi ti è stato vicino davvero sa quante cose sei riuscito a fare in questo anno»
LIVORNO. «Sei riuscito a portarmi all’altare, non ti ringrazierò mai abbastanza per questo». Le parole sono della figlia di Igor Protti, scomparso a Cecina all’età di 58 anni. Noemi Protti ha condiviso un messaggio sui social per ricordare il padre che da circa un anno aveva scoperto di essere affetto da una grave malattia: un tumore al colon, «un avversario bastardo, subdolo», come lo definisce la donna. A corredo del post la foto del matrimonio di Noemi, celebrato a fine maggio: Igor Protti è accanto a lei, provato dalla malattia ma al suo fianco. Le tiene la mano, nonostante tutto.
Il messaggio della figlia
«Le persone vedono il fischio finale, noi Ba abbiamo vissuto con te tutti i 90 minuti contro questo avversario bastardo, subdolo – scrive Noemi Protti in un post su Instagram – La gente, come nelle partite di calcio, vede il risultato al 90esimo minuto, non gli altri 89. Te non hai perso Ba perché chi ti è stato vicino davvero sa quante cose sei riuscito a fare in questo anno, quanti traguardi, a partire dall’essere riuscito a vedere il film, il TUO film». «CHI C’È SEMPRE STATO SA – aggiunge poi – Sono stati 90 minuti dove abbiamo cercato di andare avanti, di godersi ogni giornata ma con un dolore dentro immenso. Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. A presto Ba. La tua Chicchis».
L’ultimo messaggio di Protti
A rendere nota la scomparsa di Igor Protti è stata la famiglia che stamani, 19 giugno, ha condiviso un messaggio sui social con un ultimo saluto dell’ex attaccante e un ringraziamento a chi in questi mesi di sofferenza a causa della malattia gli è stato vicino: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».
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