Massa, scoppia la lite: due giovani presi a bottigliate in faccia – Video
Ancora allarme sicurezza in centro a un mese e mezzo dalla rissa che ha provocato la morte di Giacomo Bongiorni
MASSA. «Allora?», dice uno dei due. «Allora?», continua a sfida. Ha in mano due bottiglie di vetro. Altre tre le ha il ragazzo che è con lui. Si avvicinano ad altri due giovani. Sembrano coetanei. Loro rispondono, dicono qualcosa ma non si capisce. Il ragazzo con le tre bottiglie ne tira una in faccia con violenza al giovane che ha più vicino e subito anche le altre. L’amico si scaglia con le sue bottiglie sull’altro. I quattro spariscono dall’inquadratura, poi riappaiono. Si vedono i due aggrediti che si allontano e i due aggressori che tornano indietro ridendo. E tutto finisce.
Pochi secondi ripresi dal telefonino di una residente che non è nemmeno la prima volta che assiste a liti violente di questo tipo. È successo infatti venerdì sera, intorno a mezzanotte, in pieno centro storico, in via Guidoni, dietro piazza Mercurio, la stessa zona dove nemmeno due mesi fa due gruppi di giovani si erano presi a bottigliate.
Il video choc
E succede a meno di un mese e mezzo dalla rissa dell’11 aprile in piazza Palma, quella dove ha perso la vita Giacomo Bongiorni e che ha fatto scattare una serie di misure che avrebbero l’obiettivo di prevenire proprio quello che è successo, un altro episodio di violenza.
Dopo l’omicidio, il comitato di ordine e sicurezza pubblica, oltre a istituire zone rosse ad aumentare controlli delle forze dell’ordine, ha deciso di chiudere i locali nelle piazze della movida di Massa e Carrara a mezzanotte e mezza. Chiusura poi posticipata di mezz’ora, dietro alle richieste degli addetti ai lavori, cioè all’una, ma posticipata anche nei giorni, dalla fine di maggio al 7 giugno.
Non è chiarita la possibilità di ulteriori proroghe o di una rimodulazione complessiva del provvedimento, che resta comunque legato all’andamento della situazione sul territorio e alla valutazione dell’efficacia delle misure adottate. Il pacchetto di interventi si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento del dispositivo di sicurezza, che comprende un aumento della presenza delle forze dell’ordine nelle aree considerate più sensibili, in particolare nel centro città e nei punti di maggiore aggregazione serale e notturna.
Lo sfogo
«La chiusura anticipata dei locali non è la soluzione, perché non sono i locali il problema -commenta Andrea Giannotti, residente del centro storico e referente degli abitanti della zona -. Quello che serve è più cultura, oltre ai controlli. Non mi spiego infatti come la città sia potuta essere stata candidata alla capitale della cultura quando di cultura non ce n’è. La politica si riempie la bocca di parole come ordine, sicurezza e pulizia, ma sono proprio le cose che mancano a Massa. La città non è mai stata così sporca e così poco sicura».
Giannotti vive nel centro storico da cinque anni. «Ma a Massa ci vivo da sempre e vedo che è peggiorata – continua -. La sera non posso nemmeno più uscire con il bimbo piccolo perché è rischioso. Qui succedono di continuo queste risse. E non succedono alle tre di notte. Succedono anche alle 11, come l’ultima. O a mezzanotte, come questa. Che senso ha chiudere prima i locali? Pensavamo che questa volta, con l’aumento dei controlli, non ci sarebbero più stati casi di questo tipo. Almeno per un po’. E invece nulla. Sono state chiamate le forze dell’ordine ma sono arrivate troppo tardi».
Le indagini
Sull’episodio indagano i carabinieri apuani che adesso stanno cercando di ricostruire l’accaduto. Nella zona sono presenti numerose telecamere. Il sistema di videosorveglianza nel centro storico massese è stato drasticamente potenziato a partire dal duplice omicidio della notte di Natale del 2013, sempre in piazza Mercurio, e poi in seguito a diversi episodi di violenza giovanili che avevano portato la prefettura dell’epoca a mettere in campo anche un ampio piano di controlli.
«Le misure adottate dopo la tragedia di aprile – continua il residente –, eccetto l’aumento dei controlli, lasciano il tempo che trovano. Ad esempio: non si sa se le bottiglie siano state prese dai bar. L’ultima volta le avevano prese dai bidoni, ma se le possono portare anche da casa». Secondo Giannotti «non si tratta nemmeno di fare una discriminazione tra italiani e stranieri, perché nel duplice omicidio di Natale erano tutti italiani i ragazzi coinvolti. Manca senso civico, manca cultura. Non è con le chiusure che si risolvono questi problemi – continua il residente del centro storico -. La vicina che mi ha passato il video, era affacciata alla finestra perché suo figlio non riusciva a rientrare. Questo è quello che viviamo».
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