Il Tirreno

Dopo la tragedia

Massa, come è morto davvero Giacomo Bongiorni: cosa svela il risultato dell’autopsia e i dubbi ancora da chiarire

di Melania Carnevali

	Il luogo della tragedia e Giacomo Bongiorni 
Il luogo della tragedia e Giacomo Bongiorni 

Le carte dell’inchiesta ricostruiscono minuto per minuto ciò che accadde in piazza Palma, tra immagini di videosorveglianza, testimonianze discordanti e il ruolo dei cinque indagati nella notte che costò la vita al 47enne

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MASSA. È stata depositata nelle scorse ore la relazione dell’autopsia sul corpo di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto in seguito a una rissa scoppiata nella notte tra il 10 e l’11 aprile in piazza Palma, nel cuore del centro storico cittadino di Massa. Secondo quanto emerge dagli accertamenti medico-legali, non sarebbe stata individuata un’unica causa certa della morte. La relazione parlerebbe infatti di una concausa di elementi che avrebbero provocato l’emorragia cerebrale: il pugno sferrato dal 17enne oggi detenuto con l’accusa di omicidio volontario e rissa aggravata, il violento impatto della testa durante la caduta a terra e il calcio al volto ricevuto successivamente da un altro degli indagati. Gli indagati per l’omicidio restano cinque.

Gli indagati e le accuse

Oltre al diciassettenne, ex pugile, risultano indagati anche Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi detenuti con le stesse accuse. Ci sono poi altri due minori, indagati a piede libero per concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.

Le immagini e le testimonianze

La ricostruzione dei fatti si basa soprattutto sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sulle numerose testimonianze raccolte dagli investigatori, anche se alcune versioni continuano a non coincidere.

La sequenza ripresa dalle telecamere

Le immagini registrate attorno all’1,20 mostrano il diciassettenne colpire Bongiorni con due pugni. Un secondo dopo il quarantasettenne cade violentemente a terra. Subito dopo il minore gli si avvicina e lo colpisce ancora con altri due pugni mentre è già al suolo. Pochi istanti più tardi, secondo quanto immortalato dalle telecamere, Carutasu gli avrebbe sferrato un calcio al volto.

La parte non ripresa e le versioni dei presenti

Quello che accade prima, invece, non viene ripreso dalle videocamere e viene ricostruito attraverso i racconti dei presenti. Tutto sarebbe nato da una bottiglia di vetro caduta a terra. Secondo alcune versioni sarebbe caduta accidentalmente, secondo altre sarebbe stata lanciata volontariamente.

L’origine del diverbio

Da lì sarebbe nato un rimprovero del cognato della vittima rivolto al gruppo di ragazzi affinché raccogliesse i vetri.

L’escalation verso la rissa

La situazione sembrava essersi calmata, ma poco dopo Bongiorni si sarebbe avvicinato al minorenne. A quel punto sarebbero volate provocazioni reciproche fino all’esplosione della rissa. I ragazzi sostengono che il quarantasettenne avrebbe colpito con una testata il diciassettenne alla mascella, circostanza negata invece dalla parte lesa, ma confermata da due testimoni estranei all’inchiesta. Da lì il degenerare della situazione. Il minorenne avrebbe reagito con un pugno, mentre il cognato di Bongiorni avrebbe tentato di intervenire.

Il ruolo degli altri coinvolti

Secondo alcune testimonianze avrebbe anche cercato di lanciare una bottiglia verso il gruppo. Nel frattempo il ventitreenne Miron avrebbe bloccato il cognato, impedendogli di aiutare il quarantasettenne.

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