Massa, la compagna di Giacomo Bongiorni: «Massacrato a morte davanti a me, dovevamo sposarci» – Gli amici: «Non vogliamo crederci»
Il 47enne è morto dopo essere stato aggredito sotto gli occhi del figlio di 11 anni. Il quartiere di Mirteto piange un uomo descritto da tutti come gentile, solare e sempre pronto ad aiutare gli altri
MASSA. È sconvolta Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo Bongiorni, con cui progettava di sposarsi. «Lo hanno picchiato sotto i nostri occhi. È un incubo», racconta, «volevamo sposarci».
Il ricordo di un ragazzo amato da tutti
«Era un ragazzo d’oro, dolcissimo, sorridente. Lo amavano tutti qui». A malapena riesce a finire le frasi Carlo Briglia, ex presidente della società di calcio San Vitale Candia e proprietario di una macelleria a Mirteto, quartiere di Massa dove era cresciuto e dove viveva Giacomo Bongiorni, il 47enne morto dopo un’aggressione subita nella notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile. Briglia non riesce a finire le frasi perché non trattiene le lacrime. Accanto a lui c’è la moglie e anche lei piange. «Non riusciamo ancora a crederci», dice lei.
Una vita nel quartiere
Giacomo, lo avevano visto crescere. «È cresciuto insieme a mio figlio, giocavano a pallone insieme, era sempre a casa nostra – racconta Briglia -. Era veramente una persona amata da tutti qui a Mirteto. Non c’è una persona che ne parlerà male, è impossibile. Era una persona dal cuore d’oro. Ci lamentiamo di chi manganella, ma io mi dico a favore dei manganelli. Queste cose non devono succedere. E succedono se non si consente di usare la forza. Piangiamo i morti, ma bisogna prevenirli. Bisogna mettere le forze dell’ordine in condizioni di poter fare il loro lavoro».
Il lutto
Il lutto, in questo piccolo ma di solito vivace quartiere appena fuori dal centro di Massa, si percepisce dal silenzio. Dagli sguardi bassi, sconvolti, dalle chiacchiere sottovoce, quasi per non disturbare i morti. In particolare un morto: il loro Giacomo. Un bimbo poi uomo, nato e cresciuto qui, nella Mirteto alta.
Il lavoro e la famiglia
Bongiorni lavorava come responsabile nel settore metalmeccanico alla Tsi, all’interno dello stabilimento del Pignone. Era padre di due figli: una ragazza che compirà 18 anni a luglio e un bambino di 11 anni, quello che ha assistito all’aggressione, alle urla e alla sua morte in diretta. «Me lo hanno ucciso davanti agli occhi, lo hanno picchiato senza motivo – raccontala compagna -. Erano tanti, gli sono saltati addosso, lo hanno colpito anche quando era a terra».
Le passioni: il calcio
Giacomo aveva due grandi passioni. La prima: il calcio. Da giovane era portiere del San Vitale Candia. Poi aveva lasciato i campi ma era rimasto un grande tifoso. Tifoso della Fiorentina. Il San Vitale Candia se lo ricorda ancora a distanza di anni per la sua passione, tanto da ricordarlo sul suo profilo Facebook. «Un’altra brutta notizia ha colpito la nostra società – scrivono -. Un ragazzo d’oro, gentile, educato, solare. Riposa in pace». Anche l’ex consigliere comunale di Massa, Gabriele Carioli, se lo ricorda ancora per la sua passione per il calcio, «giovanissimo portiere di calcio nel San Vitale, spensierato mattacchione simpatico».
Le passioni: i funghi
L’altra passione erano i funghi. Ogni stagione era lì, nei boschi, a cercare di riempire ceste. Già progettava in questi giorni di battere nuovi sentieri in vista della prossima stagione.
Il ricordo degli amici
«Non mi resta che dedicargli il primo fungo che troverò – racconta il suo compagno di avventure Alessandro Martinelli -. Era una persona che non aveva mai creato dei problemi, semmai aiutava sempre il prossimo. È davvero inaccettabile morire così».
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