Il Tirreno

Lutto

Morto Romeo Buffoni, l’artista-cavatore di Carrara: sua la famosa benna insanguinata

di Redazione Carrara

	Romeo Buffoni aveva 67 anni
Romeo Buffoni aveva 67 anni

Le sue opere animavano il dibattito, famoso il murale delle “cave sbriciolate”. Oggi l’ultimo saluto dalle 14,30 dalla Camera mortuaria dell’ospedale delle Apuane al cimitero di Turigliano

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CARRARA. Cavatore, sindacalista e artista ma – soprattutto – uomo generoso e “di fibra”, capace di trasformare la durezza del lavoro in cava in un linguaggio artistico potente, riconoscibile e efficace, in grado di parlare alla gente. Era così Romeo Buffoni, carrarese – carrarino – notissimo, scomparso all’età di 67 anni.

Il pittore-cavatore, lo chiamavano così, e il soprannome racconta bene la sua doppia anima: Buffoni ha trascorso la vita tra l’arte e il marmo, senza mai separare i due mondi. La sua espressività artistica prendeva humus dalle radici di Carrara, tra bellezza e contraddizioni e senza mai dimenticare la durezza del lavoro quotidiano di chi chiede pane alla montagna.

Appena sedicenne, era cavatore. Oggi ci sarebbe da immaginarlo a braccetto con un’altra figura con cui ha condiviso molto: Giovanni Pedrazzi – per tutti “Pedro” – la voce e il pugno chiuso dei Cobas del Marmo: con Pedrazzi e Giuseppe De Cesari aveva contribuito a dare vita a questo sindacato.

Impegnato sul fronte sociale, sempre. Con l’artista Robo, Romeo Buffoni realizzò opere di denuncia come il famosissimo murale di vicolo dell’Arancio – forse la sua opera più nota che fece anche discutere – in cui le cave sono rappresentate “macinate”, simbolo di un territorio per certi versi ferito; fu un’opera “forte” che aprì un dibattito pubblico e che – tutt’oggi – è attuale. E in questo solco si colloca anche un’altra performance artistica dell’artista-cavatore: è la Marble week 2014, e spunta Marble R. i. p. , una benna insanguinata piazzata nottetempo davanti al palazzo comunale; in quegli anni Buffoni era anima del collettivo Artisti del Borgo e dell’Atelier dell’Arancio, fra i promotori del Simposio “con le mani”, ovvero si scolpisce come gli scalpellini con strumenti non meccanici, di piazza del Duomo.

«Ti ricorderemo per la tua incrollabile determinazione – scrive di lui la famiglia Lucchetti – e per quella bontà silenziosa che traspariva in ogni tuo gesto e in ogni tua opera». Da alcuni anni era andato ad abitare a Marina di Carrara. Lascia la compagna Renata, il fratello Guido, i nipoti. I funerali ci saranno oggi, dalle 14,30 dalla Camera mortuaria del Noa al cimitero di Turigliano. «Nelle tue tele – così ancora lo saluta la famiglia Lucchetti – hai saputo catturare non solo la bellezza della natura, ma anche un frammento della tua anima, lasciando un’impronta viva e sincera che continuerà a parlare per te». 
 

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