Il Tirreno

In tribunale

Toccava e molestava le alunne, professore toscano rinviato a giudizio. Le battute, gli “sguardi” e quelle frasi choc: «Non sai cosa ti farei...»

di Sara Venchiarutti

	(foto d'archivio)
(foto d'archivio)

In più anche apprezzamenti a sfondo sessuale: avrebbe chiesto ad alcune ragazze di sedersi vicino a lui, tentando sempre di abbracciarle

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CARRARA. «Non sai cosa ti farei», avrebbe detto il professore di scienze motorie di un istituto in provincia a una sua alunna dopo averle visto i capelli. Le battute, poi, sarebbero state sempre a sfondo sessuale: allusioni sul corpo delle studentesse che lui, durante gli esercizi, avrebbe fissato insistentemente nelle parti intime.

L’udienza preliminare

Dalle parole ai veri e propri approcci. Il professore avrebbe chiesto alle sue “preferite” di sedersi vicino a lui, tentava sempre di abbracciarle e, approfittando dell’occasione, avrebbe sfiorato loro il seno. Altre volte la mano andava invece sulla coscia, insistentemente, fino ad arrivare all’interno coscia e al fondoschiena.

Un comportamento che ha generato un grave stato di ansia e paura in diverse sue alunne, due in particolare, che hanno addirittura pensato di cambiare scuola. Non ce la facevano più, stanche del comportamento del loro professore.

Frasi, atteggiamenti e vere e proprie molestie il cui racconto è finito nelle aule del tribunale di Massa, davanti al giudice per l’udienza preliminare Antonia Aracri. Per questo, con le accuse di minaccia, molestie, atti di violenza sessuale e privata e stalking (con condotta reiterata e aggravata dal ruolo ricoperto), un insegnante è stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari.

Le ricostruzioni di quei mesi

L’udienza dibattimentale si terrà dinanzi al Tribunale in composizione collegiale il prossimo 23 settembre. I fatti risalirebbero ai primi mesi del 2024 e sarebbero avvenuti un istituto della provincia (di cui appunto omettiamo il nome, così come le generalità delle persone coinvolte, per tutelare le vittime).

Secondo quanto esposto, il professore avrebbe avuto l’abitudine di descrivere alle sue studentesse le sue attività con le donne rispetto alla sfera sessuale e cercava di fare raccontare alle ragazze cosa facessero con i rispettivi partner.

Se capitava che le studentesse si lamentassero di questo modo di fare, le avrebbe sgridate e se si rifiutavano di fare un esercizio – che mostrava le loro forme – perché si sentivano a disagio, lui minacciava note disciplinari o che avrebbe messo un brutto voto.

Poi ci sarebbero stati gli apprezzamenti per i vestiti, i complimenti quando qualcuna indossava una maglietta corta o un top. In un episodio, il docente avrebbe chiesto a una ragazza, che aveva un giubbetto corto, di girarsi per poterlo ammirare, ma solo per fissare il fondoschiena della giovane.

Con il pretesto di correggere gli esercizi, approfittando dunque del suo ruolo, avrebbe toccato le varie parti del corpo delle alunne in modo fastidioso: in un caso, avrebbe infilato un dito nel top di una studentessa. C’erano poi gli abbracci, le mani sulla coscia, che creavano paura e disagio tra le studentesse, così come il toccare ripetutamente le gambe dell’allieva quando era seduta, con la minaccia di note se non avesse assecondato la richiesta. Tutti elementi che hanno portato alla decisione di mandare a processo l’indagato. 

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