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L’incendio

Lucca, l’incendio si divora la Green4. Il dramma del titolare: «Non ho più niente, nel rogo sono morto anch’io»

di Luca Tronchetti

	L'incendio che ha devastato la Green4
L'incendio che ha devastato la Green4

L’azienda Green4 in località Casone a Piano di Gioviano - un deposito cartario che si occupa di riciclo - in pratica non esiste più dopo l’incendio di sabato 30 maggio

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BORGO A MOZZANO. Una cartiera completamente devastata da un rogo che per oltre 30 ore si è divorato il capannone oltre ad aver mandato in fumo il materiale stoccato nel piazzale antistante. L’azienda Green4 in località Casone a Piano di Gioviano - un deposito cartario che si occupa di riciclo e collabora con le principali cartiere del distretto lucchese - in pratica non esiste più. Il tetto in legno ventilato è venuto giù, mentre le pareti circostanti hanno retto seppur con grossi buchi prodotti dalle alte temperature.

Cosa è successo

Le fiamme - che dalle 14,15 di sabato pomeriggio sino alla tarda mattinata di ieri - hanno avvolto il capannone e i macchinari e i mezzi al suo interno provocando danni per decine di centinaia di migliaia di euro. Ma una stima precisa dei danni potrà essere fatta solamente quando l’ultimo focolaio sarà completamente spento. Stamani l’Unione dei Comuni, la Protezione Civile, l’Arpat e l’Asl sono attese a un summit per fare il punto della situazione e gli ispettori dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana mercoledì torneranno in quel luogo per effettuare gli opportuni campionamenti e per cercare di capire le cause, con l’ausilio dei vigili del fuoco, che hanno provocato un disastro simile con fiamme altissime e una coltre nera di fumo visibile a chilometri di distanza che ha raggiunto alcune frazioni dei comuni di Borgo a Mozzano e Coreglia. Logico che al momento resta in vigore l’ordinanza emessa dai sindaci dei due comuni interessati - Patrizio Andreuccetti e Marco Remaschi - e rivolta ai residenti nel raggio di 500 metri dall’azienda invitando le persone a rimanere in casa, a tenere chiuse porte e finestre, a lavare accuratamente frutta e verdura coltivata negli orti della zona e a pulire con acqua giardini, terrazze e spazi esterni qualora fossero raggiunti da residui provenienti dall’incendio.

Il dramma del titolare

Tiziano Pazzaglia, amministratore e titolare della Green4, è impietrito dal dolore. Non era presente quando è scoppiato il rogo, ma quando è arrivato è stato costretto ad assistere impotente alla distruzione della sua creatura: «Cosa volete che vi dica, sono distrutto. In un attimo ho perso tutto quello che avevo. A quanto ammontano i danni? Quante tonnellate di carta in fumo? Non so dirglielo. So che in questo incendio c’è una persona che è morta e quella sono io».

Pompieri e carabinieri

A Pian di Gioviano si sono alternate per tutta la notte tra sabato e domenica diverse squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale e della sede distaccata di Orto Murato rifornendosi di acqua da un corso che si trova nelle vicinanze. Si parla di tre squadre con un’Aps e tre con l’autobotte impegnate nella messa in sicurezza e nello spegnimento dell’area in questione. I pompieri hanno caricato 6000 litri di acqua ogni 12 minuti. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che dovranno riferire all’autorità giudiziaria sulla natura delle cause del rogo che dovrebbe essere partito dalle presse di carta da macero depositato nel piazzale della ditta in cui si stavano effettuando dei lavori programmati da tempo.

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