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Lucca

Tribunale

Barga, dà all’amico i Rolex per venderli ma gli orologi preziosi spariscono

di Pietro Barghigiani

	Il proprietario degli orologi è stato sentito in aula
Il proprietario degli orologi è stato sentito in aula

Commerciante a processo per appropriazione indebita aggravata

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BARGA. Un rappresentante di commercio 61enne è finito a processo con l’accusa di appropriazione indebita aggravata ai danni di un ex imprenditore ultranovantenne, residente in Valdera, che lo accusa di avergli affidato due orologi di valore per venderli salvo poi non ottenere né i soldi, né la restituzione dei beni.

Il processo è iniziato davanti al giudice Carlo Gabriel Ciulla con la testimonianza dell’anziano che ha ripercorso origine ed epilogo della storia che, da presunto favore, è diventata un procedimento per appropriazione indebita aggravata dall’età avanzata della parte civile.

La vicenda risale al giugno 2024 e quello che finora è certo è il mancato ritorno di due Rolex nelle mani dell’ex imprenditore calzaturiero. Si tratta di un Daytona del valore di 20mila euro e un Datejust di 10mila euro.

I due si conoscono per motivi di lavoro, almeno in passato per l’anziano, nell’ambito del commercio di pellami.

Una frequentazione che dura da almeno 30 anni. Un giorno l’ex titolare di un calzaturificio (assistito come parte civile dagli avvocati Chiara e Massimiliano Calderani) contatta quello che considerava un amico (difensore Maximiliano Parissis) e gli rappresenta la necessità di vendere i due Rolex per ottenere liquidità. Passa un po’di tempo e quella vendita potenziale diventa un ripensamento.

Non è più convinto di privarsi degli orologi comprati negli anni Novanta e ai quali è legato da tanti ricordi familiari e privati. Chiama l’amico e gli dice che ci ha ripensato e che rivuole i Rolex indietro.

Le telefonate si susseguono nel corso del mese di giugno del 2024, ma, nonostante le insistenze, senza esito. Daytona e Datejust non tornano indietro.

Un rifiuto da parte del 61enne di restituire gli orologi che si traduce in una querela che in un primo momento la Procura aveva chiesto di archiviare, ma che con l’opposizione dei legali di parre civile, accolta dal gip, è andata avanti con un’imputazione coatta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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