Lucca, cani lasciati nel degrado: interviene la procura – Cos’è successo
Sono 27 gli animali per i quali è scattato il sequestro preventivo dopo mesi di denunce, anche pubbliche, sulle loro condizioni
BARGA. Nel corso del tempo era arrivato ad “accumulare”, tra animali domestici e altri amici a quattro zampe, una quarantina di cani nella propria abitazione e nel terreno adiacente. Tutti costretti a vivere allo stato brado, immersi nella sporcizia e nei loro stesso escrementi, senza che qualcuno se ne prendesse cura e per di più sprovvista di alcuna sterilizzazione. Una situazione d’abbandono e incuria costata l’apertura di un procedimento penale, tutt’ora in corso, nei confronti di uomo, residente a Barga, ritenuto il proprietario.
Grazie alla segnalazione delle volontarie dello sportello lucchese Lav contro il maltrattamento sugli animali, è scattato il sequestro preventivo, autorizzato naturalmente dal pubblico ministero della Procura di Lucca, dei 27 animali rimasti in vita. Una vicenda che il Tirreno aveva trattato, nella fase embrionale, già lo scorso settembre quando la sindaca Caterina Campani era stata nominata custode giudiziario di alcuni animali sottoposti a sequestro.
Scena devastante
Da diverso tempo quella zona era nota, soprattutto agli abitanti limitrofi ma anche alle forze dell’ordine, per la situazione d’incuria. Appena giunte sul posto per verificare quanto segnalato (era il maggio 2025) le volontarie della sede locale Lav, assieme ai rappresentati del Comune, di carabinieri e forestali, si sono trovate di fronte uno scenario tutt’altro che edificante. «Era un luogo fatiscente dove 27 cani erano costretti a vivere in condizioni terribili – spiega la responsabile di sede Chiara Testi – Alcuni animali erano stati rinchiusi in casa, altri invece vivevano in dei recinti all’aperto. Un paio erano addirittura deceduti a causa delle ferite da morso provocate dai loro simili. Buona parte dei cani mostrava, inoltre, un comportamento aggressivo tra di loro derivante sia dalla grande fame che dallo stress cui erano sottoposti da troppo tempo».
Poco dopo il sequestro una femmina ha partorito undici cuccioli, così come altre due cagnoline. Nonostante l’intervento urgente dei veterinari, lo stato di denutrizione e malattia delle mamme era talmente elevato che in totale sono morti dieci cuccioli subito dopo la nascita.
Lieto fine
A seguito delle operazioni i cani stati trasportati in alcuni canili di fiducia per ricevere le numerose cure di cui avevano bisogno. Una femmina presentava una profonda lacerazione alla zampa e per questo motivo il veterinario è stato costretto ad amputarle l’arto. «Dopo un periodo di riabilitazione Ruffina (questo il nome della cagnolina, ndr) è stata adottata da una famiglia che si prende cura di lei – prosegue Testi – Anche altri cani hanno dovuto affrontare diverse problematiche: la priorità è stata data ai più fragili, in particolare alcune femmine che pensavamo potessero essere incinte. Oggi tutti i cani sono stati portati in salvo grazie all’aiuto dell’Asl locali, dei veterinari e del prezioso lavoro di monitoraggio delle volontarie del nostro sportello. Quasi tutti gli amici a quattro zampe hanno trovato un’adozione felice». Tra i tanti aspetti negativi lasciati in eredità da questa vicenda, c’è pure una certa difficoltà per alcuni cani di socializzare con l’essere umano.
«Si tratta di una conseguenza dello stato di detenzione inidoneo al quale sono stati sottoposti – conclude la responsabile Lav della sede di Lucca – Casi come questo, purtroppo, non sono un’eccezione. Nel 2021 a Molazzana venne scoperto un canile abusivo con 61 animali. Nelle intenzioni del proprietario, magari, non c’era nemmeno della cattiveria ma le condizioni dei cani stavano diventando sempre più drammatiche. Avevamo superato il punto di non ritorno. Ci dispiace per l’uomo ma il sequestro dei cani era l’unica via rimasta per salvarne il più possibile». La situazione continua a essere complessa ma la sede locale della Lav si sta tuttora occupando del benessere, fisico e psicologico, di quei cani ancora alla ricerca di una famiglia. L’associazione supporterà con tutto il materiale necessario il procedimento penale per ottenere giustizia non solo per i sopravvissuti e per i cuccioli che non ce l’hanno fatta.
