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Luigi e Pietro, una lezione di sportività alla partita dell’Italia: il gesto per i tifosi macedoni è da applausi – Video

Pietro Pasquini e Luigi Borella all’Olimpico con la bandiera che poco dopo scambieranno con i tifosi macedoni
Pietro Pasquini e Luigi Borella all’Olimpico con la bandiera che poco dopo scambieranno con i tifosi macedoni

All’Olimpico per il match della Nazionale hanno scambiato la bandiera con i supporter della squadra avversaria

20 novembre 2023
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LUCCA. Sono i piccoli gesti a fare grandi le persone. Luigi Borella e Pietro Pasquini, grandi non lo sono ancora (almeno anagraficamente) ma ad appena 12 anni hanno impartito una bella lezione di sport e di vita a coetanei e adulti. I due giovani calciatori dell’Atletico Lucca venerdì sera erano allo stadio Olimpico di Roma per assistere alla partita dell’Italia contro la Macedonia, match valido per la qualificazione ai prossimi Europei. Erano con il padre di Luigi, il maestro d’olio Fausto Borella.
 

È proprio lui a raccontare il clima che si respirava in tribuna Monte Mario: «La situazione era spiacevole – racconta –: i tifosi macedoni erano a una ventina di metri da noi, divisi da una barriera. Se ne stavano tranquilli a sostenere la propria squadra nonostante non avessero quasi più chance di qualificarsi per l’Europeo. In tribuna, invece, piovevano fischi e insulti nei loro confronti. Sotto gli occhi di genitori che non aprivano bocca, ragazzini di 15 anni inveivano come ossessi contro i poveri macedoni che per di più erano sotto nel punteggio. Ora, capisco che la Macedonia ci abbia eliminato dall’ultimo mondiale ma vedere dei ragazzini accanirsi in quel mondo contro persone che non stavano facendo assolutamente niente di male è stato davvero un brutto spettacolo. A un certo punto, mio figlio Luigi e il suo amico Pietro, hanno avuto un’idea: hanno chiesto allo steward se potevano avvicinarsi alla barriera che separava i tifosi italiani da quelli macedoni e dopo aver ricevuto l’ok, sono andati lì e hanno scambiato la loro bandiera italiana con quella di un tifoso macedone. È stata una cosa piccola ma bella. Chi ha assistito alla scena ha cominciato ad applaudire. Loro non hanno detto niente ma dai loro occhi ho capito che si erano emozionati ed erano contenti, perché avevano fatto la cosa giusta».

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