Livorno, quanto è vicino il sogno Cristiano Lucarelli in panchina? I dubbi di Esciua e tutti i nomi sul tavolo
Il fratello del bomber e bandiera amaranto, Alessandro, potrebbe ricoprire un ruolo in dirigenza: sono ore caldissime per il futuro della guida tecnica amaranto
LIVORNO. Due strade. Da una parte la possibilità di riportare entusiasmo in tutto l’ambiente con Alessandro Lucarelli in dirigenza (con Alessandro Doga al suo fianco) e, come possibile diretta conseguenza, Cristiano in panchina. Dall’altra l’opzione di scegliere un allenatore reduce da una buona stagione, ma che sicuramente non scalderebbe la piazza come quella precedente e potrebbe dover gestire una rosa molto giovane e con un budget ridotto. Il presidente del Livorno Joel Esciua si trova davanti a un bivio e il tempo per decidere è sempre meno. Tutto ciò al termine di una giornata ricca di incontri come è stata quella di mercoledì 1 luglio.
Il bivio
La palla di vetro non ce l’ha nessuno e il calcio non è una scienza esatta. C’è da dire, però, che oltre all’aspetto ambientale e di coinvolgimento della città, i due Lucarelli rappresentano profili affidabili. Alessandro ha conoscenze importanti in termini di settore giovanili di Serie A e Serie B e potrebbe agganciare giovani promettenti. Cristiano (che dovrebbe risolve il contratto con la Pistoiese) è uno che la Serie C l’ha vinta e vanta tante esperienze in categoria anche in top team come Ternana e Catania. Stiamo parlando, quindi, di nomi validi per la categoria oltre a profili graditissimi alla città. In questo caso, Alessandro sarebbe direttore tecnico, con Doga direttore sportivo e la possibile promozione di Laudicino a direttore generale. Nel comunicato ufficiale a cavallo tra le due stagioni Esciua aveva chiesto una maggior partecipazione da parte della città. «Dobbiamo mettere da parte gli elementi di contrasto - si leggeva - , soprattutto tra Curva e Presidente, e lanciare una stagione nella quale solo i risultati sportivi possano determinare gli umori e il sostegno alla squadra. Occorre sviluppare un lavoro di coinvolgimento delle grandi realtà imprenditoriali cittadine che possano rendersi disponibili ad affiancare il Livorno nel suo cammino, in modo da costruire una collaborazione che in passato è avvenuta raramente ma che potrebbe, invece, essere essenziale per il nostro percorso». Il presidente ora ha un assist a porta vuota per far sì che questo accada. L’ultimo saluto a Protti ha compattato la piazza come non accadeva da anni. Appartenenza e amore per il Livorno ai massimi. La scelta dei Lucarelli porterebbe abbonamenti, sponsor ed entusiasmo in città. Un sostegno collettivo e trasversale. Le altre opzioni non scaldano la tifoseria e lascerebbero Esciua nella condizione attuale, di grande solitudine, e con la responsabilità totale di una scelta controcorrente.
Le ultime ore
Sembrava a un passo l’accordo con Alessandro Lucarelli e il conseguente arrivo anche di Cristiano. Esciua ha poi cambiato nuovamente idea sfacendo la tela a cui diversi attori stavano lavorando da giorni. Una scelta che ha fatto arrabbiare anche il presidente onorario Enrico Fernandez, con cui il patron ha avuto una discussione. Nella giornata di mercoledì 1 luglio ci sono stati vari incontri per cercare di ricucire la situazione e riportare il Livorno verso la strada che porta ad Alessandro e Cristiano. L’ottimismo di qualche giorno fa è scemato, ma la situazione non è ancora definita.
Le alternative
Oltre a Lucarelli chi c’è sul taccuino del Livorno? Resta il nome dell’ex Casertana Federico Coppitelli, così come quello di Fabio Prosperi, alla Cavese l’ultimo anno, ma nelle ultime ore è balzato in pole il profilo di Alessandro Miramari. Ex tecnico del Forlì, con cui si è congedato dopo che ha vinto il campionato di Serie D nello stesso anno del Livorno e nella scorsa stagione ha ottenuto un buon dodicesimo posto con un budget che era la metà di quello amaranto. Bolognese, classe 1970, in biancorosso ha risultati positivi con una rosa molto giovane (spesso 5-6 under in campo). Un profilo, quindi, che vedrebbe un Livorno giovane e sbarazzino, in una piazza che però non è Forlì. A Esciua, come sempre, la decisione finale.
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