Livorno, è morto Angiolo Arcuri: perché è stato un pilastro del commercio
lascia un grande vuoto nel cuore delle tante persone che gli volevano bene. In quelli dei clienti e degli amici. E soprattutto in quelli dei familiari. Aveva 76 anni
LIVORNO. La famiglia ha iniziato la tradizione nel commercio con il negozio di elettrodomestici in via di Salviano. Anche se poi a prendere piede è stata l’altra attività: quella legata alle biciclette. Ma, oltre che esercente, Angiolo Arcuri è stato anche uno dei pilastri del quartiere, contribuendo a fare nascere la serie di iniziative collegate a “Colline in Festa”. E adesso che non c’è più lascia un grande vuoto nel cuore delle tante persone che gli volevano bene. In quelli dei clienti e degli amici. E soprattutto in quelli dei familiari. Arcuri aveva 76 anni.
Il lavoro
A inaugurare il negozio di elettrodomestici in via di Salviano era stato il padre di Angiolo. Erano gli anni Cinquanta e il timone dell’attività è poi passato allo stesso Angiolo, che l’ha portata avanti per altri decenni. Fino a che, nel 2000, ha deciso di affiancare il figlio David, che nel frattempo aveva aperto il negozio di biciclette chiamato La Mania delle Due Ruote. Adesso l’attività è sul viale degli Avvalorati ma all’epoca si trovava in via Lorenzini. Ed è qui che Angiolo è rimasto fino alla pensione.
Il quartiere
Negli anni il signor Arcuri è stato anche promotore della vita di quartiere e in questo contesto si è occupato di organizzare una serie di iniziative dedicate alla comunità. È stato uno dei creatori di “Colline in Festa”, per esempio. E di tutti gli eventi ad esso collegati. «Grazie per la dedizione, l’entusiasmo e la pazienza che hai avuto con e per i commercianti di Colline – è il ricordo di Silvia Cecchetti, commerciante di calzature e già presidente del Ccn Colline –. Sei stato fra gli ideatori di “Colline in Festa” l’8 dicembre e l’hai portata avanti per più di vent’anni. Per me è stato un onore lavorare con te». Chi conosceva Angiolo lo descrive come una persona capace e presente, che partecipava con entusiasmo alla vita del quartiere. «Ha saputo farsi volere bene – dice il figlio David – E ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini in questo momento di dolore».
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