Livorno, sorpreso con 27mila euro di bici rubate picchia un poliziotto
Il quarantaseienne ha prima tentato di investirlo, poi lo ha mandato all'ospedale, dove è stato dimesso con 21 giorni di prognosi. Ora è in carcere grazie al lavoro della polfer. Nel fondo occupato, oltre ai mezzi a pedalata assistita, un monopattino e 14 cellulari
LIVORNO. Hanno deciso di seguire i suoi spostamenti dopo che, con cadenza quasi quotidiana, si presentava alla stazione con bici tutte diverse. A pedalata assistita, spesso nuove e dal valore economico piuttosto elevato. Così gli agenti della polizia ferroviaria hanno deciso di andare a trovarlo nella zona di piazza San Marco, dove abita. Lì, sotto a un palazzo occupato di via Galliano Masini, una traversa della più nota via Mastacchi, lo hanno trovato mentre con delle chiavi apriva il lucchetto di un fondo vuoto, tipo un garage, evidentemente nella sua disponibilità. Lui se ne è accorto, ha tentato la fuga, ha investito con la bici un investigatore della polfer, che ha poi picchiato mandandolo all’ospedale con ben 21 giorni di prognosi a causa di un importante trauma a un ginocchio, prima di essere fermato e arrestato in flagranza di reato e trasferito nel carcere delle Sughere.
È stato un pomeriggio di violenza quello di venerdì 4 settembre fra il rione di Shangai e piazza San Marco. Gli agenti, insospettiti dal viavai dell’uomo dallo scalo ferroviario di Livorno centrale, avevano dato impulso all’attività investigativa proprio perché, dal loro monitoraggio giornaliero, c’erano tanti aspetti che non tornavano. Non a caso, all’interno del fondo, era nascosta 30.000 euro di merce rubata: 15 bici elettriche, un monopattino sempre ad alimentazione automatica e 14 cellulari.
Oggetti tutti rubati, che ora i poliziotti stanno cercando di abbinare ai proprietari che non li hanno più trovati in base alle denunce presentate in questura, ai carabinieri, alla guardia di finanza o alla polizia municipale. Solamente le bici a pedalata assistita, per fornire qualche numero, valgono circa 27.000 euro. Un’enormità: un patrimonio che l’uomo, evidentemente, voleva rivendere sul mercato illegale, quello dell’usato rubato, al miglior offerente.
La persona arrestata ha 46 anni, è di origina marocchina e risiede in città: si chiama Mohamed Tuabbi e per lui, il pubblico ministero di turno Niccolò Volpe, in attesa dell’udienza direttissima in tribunale ha disposto la custodia cautelare in carcere. A difenderlo è l’avvocato livornese Massimo Tuticci, nominato d’ufficio. È accusato di ricettazione in concorso con un’altra persona, un sessantottenne tunisino che avrebbe controllato per suo conto il fondo quando lui era assente, e in proprio per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Per questi ultimi due i reati è stato arrestato, mentre per la ricettazione della merce sequestrata dalla procura denunciato. Le indagini della polfer chiaramente sono solo all’inizio e stanno procedendo spedite: l’obiettivo è ora trovare i proprietari dei mezzi in modo tale da ricostruire più nel dettaglio l’attività illecita del cittadino nordafricano, una presenza quotidiana in piazza Dante. Chi, magari nelle ultime settimane, ha subìto il furto di bici elettriche o monopattini potrà, ad esempio, chiedere informazioni nel corso delle prossime settimane negli uffici del binario uno della stazione, dove ha sede la polizia ferroviaria labronica, presidio fisso del nostro scalo dei treni.
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