Livorno, altro colpo con collana strappata: arrestato un 19enne
Il giovane è stato inseguito dalla vittima e bloccato dai passanti. Il giudice ha disposto la custodia in carcere per il pericolo di reiterazione del reato
LIVORNO. Si è avvicinato chiedendogli una sigaretta poi, quando l’ha raggiunto, gli ha strappato la collanina di dosso e si è dato alla fuga, inseguito dalla vittima. Bloccato da alcuni passanti in via San Giovanni, l’uomo è stato poi arrestato da agenti della Squadra mobile in borghese. Mohammed Gusmi, algerino, anche durante la direttissima ha sostenuto di essere minorenne. Ma, essendoci degli esami medici che gli attribuiscono 19 anni, il giovane è stato preso in carico dal tribunale di Livorno e nei suoi confronti il giudice ha disposto la custodia cautelare nel carcere delle Sughere giustificandola con il pericolo di reiterazione del reato. Ma andiamo con ordine.
L’inseguimento
I fatti risalgono al pomeriggio di martedì. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, un ventenne stava attraversando via Strozzi quando un coetaneo gli ha chiesto una sigaretta. Ma a un certo punto gli avrebbe strappato la collanina d’oro di dosso iniziando la fuga per le vie della Venezia inseguito dalla vittima. «Mentre scappava, ogni tanto si voltava e mi minacciava mostrando il pugno», ha raccontato la vittima alla polizia. Arrivato in via San Giovanni, il 19enne è stato bloccato da un gruppo di passanti, intervenuti sentendo le grida d’aiuto della vittima, per poi essere preso in consegna dai poliziotti, che l’hanno arrestato e portato in questura. La collana, trovata a terra, è stata poi restituita al proprietario.
Il carcere
Ieri c’è stata l’udienza di convalida nel corso della quale Gusmi ha sostenuto di avere 17 anni tuttavia – ha spiegato il giudice – risulta che in passato sia stato effettuato un esame medico che ne ha invece dimostrata la maggiore età. A suo carico, d’altra parte, risultano segnalazioni per furti con destrezza, rapina e lesioni. Per lui, che in aula si è avvalso della facoltà di non rispondere, il pm ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere. La difesa ha invece chiesto una misura meno restrittiva. Il giudice ha convalidato l’arresto ritenendo che ci fossero gravi indizi di colpevolezza e disposto la custodia cautelare in carcere in ragione del pericolo di reiterazione del reato. A Gusmi sono stati contestati solamente i fatti culminati con l’arresto di martedì in via San Giovanni da parte degli agenti della Squadra mobile della questura labronica.
Il precedente
Ma di casi simili, ultimamente, ce ne sono stati diversi. Una quindicina di giorni fa, per esempio, un ventenne è stato rapinato sul viale Italia. «Mio figlio – ha raccontato al Tirreno la mamma – era lì con un amico quando un tunisino gli ha chiesto una sigaretta. Poi, mentre gliela stava faceva accendere, lui ne ha approfittato per prendergli la catenina dal collo. Mio figlio ha reagito e a quel punto lui si è tolto la cintura (forse per poterla all’occorrenza utilizzare come arma, ndr) ed è fuggito verso piazza Mazzini. Fischiava. Probabilmente per chiedere “rinforzi”, forse aveva degli amici in zona». A un certo punto comunque, racconta la donna, «è arrivata la polizia. E meno male altrimenti non so cosa sarebbe potuto succedere. E può immaginare il mio spavento quando mi hanno chiamata alle 2, 30 di notte».
L’altro caso
Tra sabato 18 e domenica 19 luglio, inoltre, un giovane ha rapinato un livornese in Venezia, nella zona di piazza dei Legnami, strappandogli anche in quel caso la catenina d’oro che indossava al collo. Ma alcuni passanti sono intervenuti, picchiandolo. All’arrivo dei soccorritori il presunto bandito si trovava in via del Casino, una strada perpendicolare a via San Marco. Era con un amico, stordito dalle botte, ma sempre vigile e cosciente. E sempre in Venezia, per l’esattezza sugli scali del Refugio, dieci giorni prima era avvenuto un episodio molto simile, inquadrato penalmente come furto con destrezza. Un ventenne livornese, infatti, era stato avvicinato da un giovane straniero, che lo aveva abbracciato e derubato della catenina d’oro con indossava al collo, strappandogliela, Insomma, nell’ultimo mese ci sono stati vari casi di rapina o furti con strappo di collanine.
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