Bufera sul prefetto di Livorno immortalato con Salvini tra le bandiere leghiste
Centrosinistra all’attacco di Giancarlo Dionisi. Il deputato del Pd Marco Simiani: «Non è uomo di partito, rispetti le istituzioni»
LIVORNO. Le foto del prefetto Giancarlo Dionisi in mezzo alle bandiere sventolanti della Lega, a pochi metri da Matteo Salvini durante l’inaugurazione della sede regionale del Carroccio in via Pistoiese, a Firenze, hanno mandato in sussulto il centrosinistra livornese.
Nella mattinata di domenica 5 luglio nelle chat del Pd e di tutta la coalizione che regge l’amministrazione Salvetti non si parlava d’altro: “Che ci faceva il prefetto in mezzo ai militanti e ai big del Carroccio toscano?”. Le immagini mostrano un Dionisi sorridente, ascoltare il vicepremier – nel capoluogo nelle vesti di segretario federale leghista – in un intervento nel quale Salvini ha anche attaccato pesantemente la sindaca di Firenze Sara Funaro e la gestione della città.
All’evento era presente il gotha del Carroccio toscano, dal commissario regionale Andrea Crippa a Tiziana Nisini, poi Bussolin, Barabotti, Montemagni, Potenti, Baroncini, Meini, e numerosi segretari provinciali e comunali.
La presenza del prefetto di Livorno non è chiaramente passata inosservata e col passare delle ore è diventata un caso, a maggior ragione vista l’aspra polemica in corso col sindaco Luca Salvetti che quattro giorni fa aveva accusato Dionisi di fare politica a sostegno del centrodestra e del governo Meloni nel suo lavoro a Livorno.
La questione è finita così anche sul tavolo degli esponenti regionali e nazionali del Pd, che Salvetti aveva chiamato in causa nei giorni scorsi denunciando un disegno nazionale di alcuni prefetti nelle città di centrosinistra finalizzato ad attaccare i sindaci e imputare loro le criticità sul fronte sicurezza, da Livorno a Genova, da Firenze a Milano.
E così a prendere duramente posizione contro il prefetto di Livorno è stato il deputato dem Marco Simiani: «Quello che sta succedendo a Livorno è una delle questioni che abbiamo posto più volte anche con lettere molto dettagliate insieme ai nostri parlamentari – afferma Simiani –. Notiamo un posizionamento di parte, che non si sposa con la tenuta istituzionale che un prefetto dovrebbe avere. Prendiamo ad esempio la scelta della zona rossa in piazza Garibaldi, non concertata con l’amministrazione comunale ma imposta senza avere la condivisione della città e del sindaco: è una scelta in cui si vuole caratterizzare un’azione politica, anziché di governo. Se si sente la volontà di incidere sulla comunità e aiutarla, ciò si fa ascoltando gli amministratori locali, e invece ogni mossa del prefetto di Livorno rappresenta un posizionamento politico molto vicino al governo».
Secondo Simiani, la presenza di Dionisi all’iniziativa della Lega «è sgrammaticata dal punto di vista istituzionale».
«In tanti anni di politica e anche da amministratore – afferma il deputato dem –, ho avuto a che fare con molti prefetti di varie province toscane e ho sempre visto prefetti super partes. C’erano anche momenti di convivialità in cui confrontarsi col sorriso su questioni attuali, ma sempre mantenendo una tenuta istituzionale perfetta. Ho visto prefetti molto attenti ad avvicinarsi alle feste dell’Unità, anche quando venivano ministri come ospiti, venivano a salutarli ma lontano dalla festa, in rispetto al loro ruolo super partes. Sabato invece Dionisi era a un passo da Salvini mentre questo attaccava duramente la sindaca, una brava sindaca, peraltro, proprio su temi che riguardano il governo come la sicurezza. Dionisi non è un uomo di partito e deve stare attento a gestire la propria figura e il rispetto delle sue funzioni. Conosco Luca Salvetti da molti anni– continua Simiani –, è un sindaco equilibrato, molto attento agli aspetti istituzionali, non ha avuto mai problemi coi prefetti precedenti, anche in situazioni delicate. Purtroppo ciò che ha affermato Luca è vero: c’è un tentativo a livello nazionale di attacco ai sindaci di centrosinistra, sistematicamente si vuole dare loro la colpa su problemi di sicurezza, quando il tema della sicurezza oltre ad essere in primis in capo al governo, è tema complesso che ha origine dal fatto che oggi ci sono sempre meno presidi di sicurezza e sono diminuiti gli agenti».
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