Il prefetto rinnova la "zona rossa": «Ora però il Comune di Livorno si impegni di più»
Giancarlo Dionisi chiede un maggior impiego, pure di notte, della polizia municipale in centro. Fra gli auspici un’ordinanza contro l’alcol e la chiusura anticipata dei minimarket
LIVORNO. In centro torna la “zona rossa”. Scatterà da lunedì e resterà in vigore per sei mesi nelle aree di piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza dei Mille, via del Pettine, via della Pina d’Oro e via Terrazzini. È la principale decisione assunta il 30 giugno dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito in prefettura sotto la presidenza del prefetto Giancarlo Dionisi, alla presenza del procuratore Maurizio Agnello, del sindaco Luca Salvetti, che ha lasciato anzitempo in polemica, dei vertici provinciali delle forze dell’ordine e dei rappresentanti delle amministrazioni interessate.
Gli obiettivi
La riunione è servita a fare il punto sulla sicurezza del territorio dopo i più recenti episodi di microcriminalità legati a furti, rapine, aggressioni e altri reati che hanno interessato diversi quartieri. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati sia l’andamento della criminalità sia l’efficacia dell’attività investigativa e dei servizi di controllo del territorio, arrivando alla conclusione che, nonostante i risultati già conseguiti, nell’area del Mercato continuano a manifestarsi fenomeni di degrado urbano e illegalità diffusa tali da rendere necessario un nuovo intervento straordinario. Nel corso del comitato il procuratore e i vertici di polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza hanno illustrato lo stato delle principali attività investigative in corso. Secondo quanto emerso, «molte inchieste relative ai fatti delittuosi che hanno destato maggiore allarme sociale si trovano in fase avanzata e, per diversi episodi, gli autori risultano già individuati o comunque identificati nell’ambito del lavoro coordinato dall’autorità giudiziaria», è quanto emerge dal “Cosp”.
Chiesti sforzi ai vigili
Dionisi ha espresso apprezzamento nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine per il lavoro svolto, evidenziando come l’attività investigativa abbia consentito di acquisire elementi rilevanti e di rafforzare il quadro complessivo della sicurezza. È stata ribadita la fiducia nei successivi sviluppi giudiziari, nel pieno rispetto delle competenze dell’autorità giudiziaria. Dal punto di vista operativo, il comitato ha ritenuto che l’attuale dispositivo di sicurezza nella provincia di Livorno garantisca «una capacità di controllo del territorio adeguata alle esigenze della comunità». Arresti, denunce, controlli e attività di prevenzione vengono indicati come la dimostrazione dell’impegno costante di polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza. Al contempo Dionisi ha chiesto uno sforzo al Comune nell’ambito della stessa richiesta fatta per garantire l’efficacia della “zona rossa” a polizia di Stato, carabinieri e fiamme gialle. «Il solo intervento repressivo non è sufficiente a garantire risultati duraturi», si legge nella nota della prefettura. Per questo è stato chiesto al sindaco Salvetti «di valutare un pacchetto di misure amministrative a supporto dell’azione dello Stato, così da rafforzarne l’efficacia nel tempo». Fra le ipotesi figura un’ordinanza contro l’abuso di alcol, individuato insieme alle droghe come uno dei principali fattori di violenza, risse e degrado urbano. Le misure comprendono il divieto di vendita per asporto di alcol nelle fasce orarie più critiche, il divieto di consumo nelle aree pubbliche interessate salvo dehors autorizzati, limitazioni a vetro e lattine e la chiusura anticipata dei minimarket. Tra gli altri interventi richiesti al palazzo civico figurano il rafforzamento dei controlli sulle attività commerciali, il contrasto alle occupazioni abusive e il potenziamento della polizia locale su tutto il territorio, «così da consentire alle forze statali di concentrare maggiormente le risorse sulla criminalità».
«“Zona rossa” funziona»
Un focus specifico è stato dedicato all’area di piazza Garibaldi e alle strade limitrofe, da tempo interessata da criticità legate alla sicurezza urbana. L’analisi si è basata non solo sulle relazioni delle forze dell’ordine, ma anche sulle segnalazioni raccolte dal prefetto negli incontri periodici con residenti, commercianti, associazioni di categoria, sindacati, volontariato e cittadini. Secondo la prefettura, proprio il costante confronto con il territorio consente di affiancare ai dati statistici anche la percezione reale della sicurezza, considerata elemento essenziale nella valutazione delle politiche pubbliche. È stato ribadito come lo Stato debba garantire risposte concrete ogni volta che emergano situazioni di fragilità o una diffusa domanda di sicurezza. Alla luce di queste valutazioni e del riaffiorare di fenomeni di degrado urbano e illegalità, il comitato ha deciso la reintroduzione della “zona rossa”. La misura entrerà in vigore il 6 luglio e avrà una durata di sei mesi. La prefettura ha ricordato come la precedente applicazione avesse prodotto «risultati significativi, contribuendo alla normalizzazione dell’area grazie all’intensificazione dei controlli e agli strumenti di allontanamento dei soggetti ritenuti problematici». Il ritorno di alcune criticità, tuttavia, ha reso necessario un nuovo intervento straordinario, finalizzato a consolidare i risultati raggiunti e a evitare la dispersione del lavoro svolto dalle forze di polizia. La “zona rossa” viene quindi confermata come misura di prevenzione «ad alta intensità», destinata a incidere «in modo immediato sulle dinamiche di degrado urbano». La reintroduzione comporterà un rafforzamento dei servizi di prevenzione e controllo da parte delle forze dell’ordine, chiamate a intensificare la presenza nell’area. La prefettura ha precisato che «tale impegno sarà garantito da polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza senza ridurre i presidi ordinari nel resto della città». Il prefetto ha infine assicurato che la situazione continuerà a essere monitorata attraverso il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e le riunioni tecniche di coordinamento. L’obiettivo condiviso è quello di «superare la gestione emergenziale e restituire stabilmente alla città condizioni di sicurezza, legalità e vivibilità attraverso un’azione integrata tra le istituzioni».
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