Livorno, truffatore arrestato in stazione - Operazione polfer-volanti: chi è
Dal finto carabiniere al delegato della procura. Poi la fuga con oro, soldi e orologi. Stava per partire per Firenze quando sul binario è stato bloccato
LIVORNO. Ha raggirato un’anziana facendosi consegnare gioielli, orologi e soldi, ma è stato bloccato dalla polizia qualche decina di minuti dopo, mentre stava per salire su un treno diretto a Firenze. Un cittadino egiziano di 19 anni, Abdel Mohamed il suo nome, è stato arrestato nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra volante della questura e della polfer al termine di un intervento che ha consentito di recuperare l’intera refurtiva e restituirla alla donna. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la truffa è stata messa in atto con il collaudato sistema del “finto carabiniere”.
Tutto è iniziato con una telefonata arrivata al numero fisso di una famiglia livornese. Un uomo, spacciandosi per un militare dell’Arma, ha raccontato che la targa dell’auto dei due anziani – marito e moglie – sarebbe stata utilizzata per una rapina avvenuta nei giorni precedenti in una gioielleria del centro di Livorno. Con una storia costruita per apparire credibile, il truffatore è riuscito a convincere il marito e il figlio della donna a uscire di casa per raggiungere la caserma dei carabinieri di viale Fabbricotti. Rimasta sola, l’anziana è stata invitata a raccogliere tutti i preziosi di famiglia, che – secondo l’interlocutore – avrebbero dovuto essere controllati per escludere un loro coinvolgimento nella rapina (mai avvenuta) nell’oreficeria labronica. Poco dopo, alla porta dell’abitazione si è presentato un giovane che si è qualificato come “delegato della procura”. Non era colui che in precedenza aveva chiamato.
Il complice, infatti, continuava a tenere occupata telefonicamente l’anziana, con il diciannovenne che in questo frangente è riuscito a impossessarsi di gioielli, orologi di valore e denaro contante, allontanandosi rapidamente in direzione della stazione ferroviaria. A far scattare l’allarme è stato il marito della donna che, non riuscendo più a mettersi in contatto con la moglie, ha chiamato il 112, raccontando quanto stava accadendo nell’abitazione. Sul posto sono intervenuti immediatamente due equipaggi della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno raccolto una descrizione dettagliata del presunto autore della truffa.
La sala operativa di viale Boccaccio ha quindi visionato le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, individuando il giovane in piazza Dante e ipotizzando che stesse cercando di lasciare Livorno in treno. È così scattato il coordinamento tra volanti e personale della polizia ferroviaria, che ha consentito di rintracciare e fermare il sospettato all’interno dello scalo. Gli agenti ferroviari sono stati rapidissimi: lo hanno bloccato sul binario, pochi minuti prima che potesse salire sul treno diretto a Santa Maria Novella. Durante il controllo i poliziotti hanno trovato la refurtiva, nascosta sotto gli abiti, nelle mutande per l’esattezza. Al termine degli accertamenti, acquisita la querela della parte offesa e completati gli atti di polizia giudiziaria, il giovane è stato arrestato e trasferito nel carcere delle Sughere. Difeso d’ufficio da un’avvocata livornese, il suo arresto è stato convalidato e resta nel penitenziario di via delle Macchie in regime di custodia cautelare. La legale, chiedendo la scarcerazione, ha presentato ricorso al riesame. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=f40b9e7)