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Salviamo l'edicola votiva storica: a Livorno parte la raccolta fondi per restaurarla

di Francesca Suggi
Salviamo l'edicola votiva storica: a Livorno parte la raccolta fondi per restaurarla

L'iniziativa del "nuovo" comitato Valorizza San Jacopo: ecco dove poter contribuire

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LIVORNO Via Malta, angolo via della Pieve. C’è un’edicola votiva storica dedicata alla Madonna. Il neo comitato valorizza San Jacopo lancia una raccolta fondi per restaurare questo piccolo tesoro ricavato da un monoblocco in rilievo con tanto di scritta nel marmo quadrato “Admirabile nomentuum/super terra/maria f.d.b. 1792/incoronata il 30 ma/1793 (degno di ammirare il tuo nome per mare e per terra i fedeli devoti alla Beata Vergine posero l'Immagine nel 1792 e la corona il 30 maggio 1793).

«Si dice che sia un ex voto degli scampati ad un maremoto: l'edicola è uno dei reperti più antichi e ben conservati della città. La Madonna, costruita di paglia e stecchi, come d'uso nel Settecento, purtroppo andò distrutta da un incendio causato dal calore di una piccola lampada», riavvolge il filo della memoria Enrico Del Chicca, che insieme a Simona Norfini, Daniela Guarda, allo scultore Roberto Lorenzon e Alessio Casini fanno parte del comitato di cittadini attivi del quartiere.

Hanno già un preventivo del restauro: il costo ammonta a 2.100 euro. Promuovono una raccolta fondi collettiva: «Le offerte si raccolgono all’edicola lo "Stregatto" in via Malta 36, al Museo del Mediterraneo in via Roma 234, chiamando Norfini allo 3421461075 e alla segreteria della chiesa di S. Jacopo in Acquaviva Angela al mattino», vanno nei dettagli i volontari per invogliare residenti del quartiere e non, a contribuire a questa operazione di comunità.

Il comitato e le persone che ne fanno parte hanno una lunga storia di amore per i beni comuni.

Il gruppo si sta riformando, si è staccato dalla chiesa (il Gioiello dimenticato), dopo aver restaurato l'antica Chiesa di San Jacopo, il cui primo documento ufficiale è del 1163.

«Il nostro obiettivo – va avanti Del Chicca - è quello di operare con più attenzione nel rione e per dare al nostro storico quartiere l'importanza che merita, essendo il Borgo più antico fuori dalle mura della città. Abbiamo potuto restaurare, con l'aiuto di associazioni, Club di servizio, Fondazioni, società e cittadini il Monumento a Pietro Leopoldo di Lorena in piazza San Jacopo, i resti della Torretta di San Lazzaro (scogli dell'Accademia), l'unica rimasta delle cinque che cingevano il lazzeretto di San Leopoldo, la settecentesca cappella Bacci dentro l'Istituto di Santa Caterina da Siena, la nicchia con la statua di "Bacco" nel Museo del Mediterraneo di via Roma, insieme alla casina della volpe e la chiesina».

La nuova sfida, adesso, è l’edicola votiva. «Cerchiamo di restaurarla - aggiunge particolari - abbiamo già dato il mandato alla ditta: qui da tempo immemorabile si ferma la processione che parte dalla chiesa (salvo il vero le edicole nel rione dovrebbero essere solo due)».

E si pensa già a quel che si vuole fare dopo. In questo cammino collettivo per valorizzare i tesori del passato. Storia e memoria.

«Vogliamo proseguire, se possibile, con la facciata dell'antica polveriera in via S. Jacopo in Acquaviva, angolo via Beppe Orlandi (però è in un condominio privato), il pozzo in via Goito di fronte al civico 49, che serviva ad una vetreria del 1700 (vetreria Caire) situata in via delle case Rosse».

Il comitato oggi si appoggia al Museo del Mediterraneo con cui collabora per la pulitura delle statue e restauro del Planetario.

«A oggi – chiude Del Chicca - il Comitato nato nel 2008, ha investito oltre 280mila euro. Abbiamo fatto mettere dal Comune di Livorno in piazza E. Modigliani le 7 tamerici mancanti e due palmine nelle aiuole che con un patto di collaborazione triennale mi sono impegnato a curare. Il tutto per la soddisfazione di dare visibilità ad un rione poco valutato e alla città: chi vuole informazioni mi chiami al numero 3341469288».l

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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