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Livorno

Choc in centro

Livorno, il commesso rapinato è stato massacrato di botte per sette minuti

di Stefano Taglione
Un'immagine del pestaggio
Un'immagine del pestaggio

Il racconto del titolare del negozio di vicinato di via Grande, Foysal Hossain: «Sangue ovunque. Ora una manifestazione in piazza: chiediamo più sicurezza»

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LIVORNO. Massacrato di botte per ben sette minuti dopo che cerca di fermare i due ladri nel minimarket. Choc nella serata di giovedì 12 giugno all’interno del negozio “La tua scelta” di via Grande, a pochi passi da piazza della Repubblica. Vittima della rapina un trentenne bengalese, dipendente dell’esercizio commerciale dell’imprenditore connazionale Foysal Hossain. Il commesso, dopo l’aggressione, è stato soccorso con un’ambulanza dai volontari della Misericordia di via Verdi e accompagnato in ospedale, dov’è rimasto tutta la notte, per 12 ore.

La ricostruzione

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Livorno, comandata dalla maggiore Federica Burzio, che appena verrà sporta denuncia acquisiranno i filmati delle telecamere. La violenza si è scatenata perché uno dei clienti, mentre vagava fra gli scaffali, avrebbe tentato di rubare alcune bottiglie di Coca Cola. Dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza interno i volti di lui e dell’amico si vedono benissimo, quindi identificarli non sarà assolutamente complicato per i militari dell’Arma, visto che i fotogrammi sono di risoluzione ben definita. «Il mio dipendente gli ha detto semplicemente di non rubare – le parole di Hossain – e, dopo essere andato verso l’uscita, questa persona insieme al complice lo ha preso per il collo, gli ha sferrato dei pugni e lo ha colpito alla testa con il cellulare. C’era sangue dappertutto». I due – descritti entrambi come di nazionalità peruviana – «lo hanno massacrato di botte per sette minuti», ripete attonito. Nonostante l’inaudita violenza, le condizioni di salute del lavoratore non sarebbero gravi. «Per fortuna ora è a casa – spiega ancora il commerciante – ma è stato al pronto soccorso per oltre dieci ore. Non sta bene, è molto provato da quello che è successo.È capitato tutto mentre io ero andato un attimo a casa a mangiare: sono uscito verso le 21,30, sarei dovuto ritornare alle 22,10, ma sono tornato proprio perché ho saputo dell’aggressione. Hanno agito mentre lui era da solo. Purtroppo non è la prima volta che succedono certi disordini, serve assolutamente più sicurezza».

La protesta

L’episodio ha riacceso il tema della sicurezza in centro, particolarmente sentito tra i titolari dei negozi di vicinato che lavorano fino a tarda sera. Hossain, che in passato ha gestito un’attività in piazza XX Settembre e oggi rappresenta una delle tante realtà commerciali straniere presenti nel cuore della città, parla di una situazione che giudica sempre più difficile. «La violenza non c’è soltanto a Livorno, ma qui la situazione è indubbiamente peggiorata – sostiene –. Noi commercianti siamo stanchi. Ci sono oltre 40 alimentari in città e la maggior parte degli imprenditori lavora onestamente. Noi rispettiamo le regole, non vendiamo alcolici ai minorenni e cerchiamo di mantenere l’ordine. Chi sbaglia deve pagare, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio». Dopo la rapina, tra gli esercenti del settore starebbe prendendo forma l’idea di una manifestazione in piazza. «Ne abbiamo parlato fra noi – prosegue –. Molti commercianti sono d’accordo nel chiedere più sicurezza. I furti sono continui e spesso vengono commessi da gruppi di ragazzi molto giovani, direi minorenni. Così non si può andare avanti, anche perché è un continuo. Dalle telecamere li becchiamo comunque tutti e facciamo pure denuncia, ma quando sono minorenni ci dicono che intervenire in maniera risolutiva è più complicato».

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