Il Tirreno

Livorno

Il caso

Livorno, omicidio al Castellaccio, i media turchi: «è stata un’imboscata terroristica per colpire il fratello» – La ricostruzione

di Stefano Taglione

	Il parcheggio dove si è consumato l'omicidio e Yilmaz Tas, nella foto pubblicata dai media turchi
Il parcheggio dove si è consumato l'omicidio e Yilmaz Tas, nella foto pubblicata dai media turchi

L’uccisione di Yilmaz Tas ha avuto una discreta eco a Istanbul e dintorni: secondo i giornali del Paese asiatico è stata una resa dei conti

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Secondo i media turchi, quello del Castellaccio è stato «un agguato». «Un’imboscata terroristica», stando alla ricostruzione della pagina web “Adapazar Sondakika”. Il portale giornalistico Tanik.net cita invece uno dei fratelli della vittima come la persona che i criminali che hanno barbaramente ammazzato Yilmaz Tas – questo il nome della vittima, non Ylias come emerso in un primo momento – avrebbero voluto colpire. Un’ipotesi che gli agenti della Squadra mobile labronica, diretti dal vicequestore Riccardo Signorelli, stanno vagliando con estrema attenzione e con tutte le precauzioni del caso, dal momento che in Turchia la popolazione curda è minoranza etnica e che la vittima, 31 anni non ancora compiuti, aveva appena chiesto protezione internazionale nel nostro Paese, presentandosi in questura e sostenendo di essere perseguitata politica nella nazione d’origine.

L’eco in Turchia

L’uccisione del trentenne originario di Ergani, città nella parte orientale del Paese ponte fra l’Europa e l’Asia, ha avuto una discreta eco a Istanbul e dintorni. I media locali, oltre a ricostruire la vicenda riportata dal Tirreno, si sono spinti più in là, formulando ipotesi in base a fonti della polizia turca che al momento, in Italia, non possono trovare riscontro, anche perché le indagini della questura, sotto il coordinamento della pubblico ministero Sabrina Carmazzi e della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, sono solo all’inizio. Le rogatorie internazionali, per richiedere documenti e quant’altro utile a tracciare un quadro della vita del giovane, con ogni probabilità ci saranno.

L’autopsia

Nel frattempo ieri (9 giugno) all’istituto di medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana il professor Marco Di Paolo ha eseguito l’autopsia sul corpo della vittima, gambizzata poco prima della mezzanotte di domenica scorsa nel parcheggio accanto al centro sociale per anziani “Fabrizio Gioli” di Castellaccio e poi finita con un secondo colpo alla testa che ne ha trapassato il cranio. Il povero Yilmaz, purtroppo, potrebbe aver sofferto tantissimo: era ancora vivo quando tre persone, due ragazzi e una ragazza, lo hanno trovato agonizzante riverso sull’asfalto del piazzale, dando l’allarme al 112. La speranza è che avesse già perso i sensi, non sentendo alcun dolore. È poi morto in ospedale, visto che nulla si poteva fare per salvarlo. La sua famiglia, che abita in Turchia, si è rivolta all’avvocato Roberto Ghini di Modena, il quale ha nominato un medico legale di parte per assistere il professor Di Paolo all’ospedale Santa Chiara.

Parla l’avvocato

Il legale emiliano, contattato dal Tirreno, respinge al mittente le accuse dei media turchi, sottolineando il fatto che i curdi in quel Paese siano «minoranza etnica effettivamente discriminata» e che, proprio per questo motivo, Tas avesse chiesto «protezione internazionale in Italia». «In questo momento, come difensore – le sue parole – non posso che provare estremo dispiacere nel leggere certe ricostruzioni. In ogni caso sono questioni che non mi interessano e che non fanno parte dell’incarico che ho ricevuto dai familiari, i quali vogliono che si arrivi nel modo più veloce possibile a scoprire chi ha ucciso barbaramente Yilmaz». «Ho chiesto alla procura di Livorno – prosegue l’avvocato – di svolgere alcune indagini specifiche su questa vicenda e nel contempo ho nominato un medico legale di Pisa che ha assistito all’autopsia che si è tenuta oggi (ieri per chi legge ndr). In questo momento – conclude il legale – non ci deve essere spazio per le speculazioni sulle origini del fatto e sulla caratura criminale di qualsivoglia familiare di una persona morta in maniera così tragica. Tutto ciò è indegno. Il pensiero deve andare alla povera vittima, che fino a ieri era un ragazzo qualunque e che oggi, purtroppo, si ritrova sul tavolo dell’autopsia». La famiglia confida al più presto nel rimpatrio della salma per poter riabbracciare il povero Yilmaz, ucciso nell’esecuzione brutale che continua a sconvolgere la nostra città. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Livorno, omicidio al Castellaccio, i media turchi: «è stata un’imboscata terroristica per colpire il fratello» – La ricostruzione

di Stefano Taglione
Speciale Scuola 2030