Fi-Pi-Li, via libera a Toscana Strade spa: i quattro cantieri strategici e le previsioni sul pedaggio
C’è l’ok della Giunta. Eugenio Giani: «Nel bilancio 2027 metteremo una cifra che sarà molto consistente per interventi che possano migliorare la superstrada e non siano semplice manutenzione ordinaria»
FIRENZE. La gestione della Fi-Pi-Li si avvia verso una trasformazione storica. Con il via libera della Giunta alla nascita di Toscana Strade Spa, la Regione punta a superare l'attuale gestione frammentata per creare un soggetto operativo dedicato esclusivamente al miglioramento dell'arteria.
La nuova società
Come spiegato dal presidente Eugenio Giani, «Toscana Strade è quel soggetto che, rispondendo direttamente alla Regione, ma avendo la flessibilità e la capacità di gestione di una società per azioni, vuol gestire e investire per migliorare quella viabilità fondamentale della Toscana. In prospettiva, che non vedrò nel mio mandato, sarà la società che potrà essere utilizzata per la gestione delle attività sulle strade regionali». Con un obiettivo preciso: «Far defluire il traffico ed evitare che si creino delle file chilometriche che vanno veramente a incidere sulla vita di migliaia e migliaia di cittadini».
I maxi interventi
Non si tratterà, nelle intenzioni di un passaggio burocratico, ma supportato da risorse stanziate ad hoc. Attualmente, la Regione ha già destinato 10 milioni di euro a bilancio, ai quali si aggiunge il 50% dei proventi degli autovelox, stimati in circa «8-9 milioni di euro all'anno». La vera svolta arriverà però con la manovra finanziaria per l'anno prossimo: «Nel bilancio 2027 metteremo una cifra che sarà molto consistente, circa 50 milioni, per interventi che possano migliorare la Fi-Pi-Li e non siano semplice manutenzione ordinaria». Questa dotazione permetterà di avviare cantieri strutturali che i cittadini attendono da anni.
Le zone d'intervento sono state scelte seguendo uno studio approfondito dell'Università di Pisa e di KPMG. Il presidente Giani ha indicato con precisione i tratti coinvolti: «Gli interventi prioritari sono l'allargamento nella direzione da Firenze a Pisa, dai caselli di Scandicci fino alla Lastra a Signa, e l'altro prima della biforcazione per Pisa e Livorno, dall'entrata di Ponte a Egola verso Ponsacco». A questi si aggiungono la tratta Ginestra-Montelupo e il «riallineamento su una carreggiata più larga delle uscite a San Miniato e Santa Croce». L'assessore Boni ha confermato che «dal 2027 potranno già partire lavori non solo di manutenzione, ma anche per ampliare queste "mini-terze corsie" fondamentali per il traffico».
Il nodo del pedaggio
La questione più dibattuta resta quella del pedaggio, che tuttavia non colpirà i privati. Giani è stato categorico: «Il pedaggio sarebbe solo ed esclusivamente per i Tir che sono controllabili col sistema satellitare, quindi non metteremo dei caselli». Questa scelta ha una duplice valenza: economica, garantendo «circa 15 milioni di euro l'anno», e strategica, poiché fungerà da «elemento di deterrenza» per evitare che il grande trasporto scelga la Fi-Pi-Li solo perché gratuita rispetto alla A11, deteriorandone il manto.
Sul fronte dei tempi, la Giunta traccia un cronoprogramma. Il pedaggio non sarà immediato: «Se tutto va bene nella fase iniziale non partiamo col pedaggio. Successivamente, probabilmente dal 2028 in poi potremmo farlo sulla base di una delibera di giunta», ha spiegato il presidente Giani. La priorità, infatti, è far vedere che «per prima la Regione ha fatto la sua parte», avviando i cantieri con risorse proprie prima di richiedere contributi al settore dei trasporti. L'iter legislativo prevede ora il passaggio in consiglio regionale entro il mese di giugno, previo parere di Corte dei Conti e Antitrust. L'obiettivo finale, conclude Giani, è offrire «una gestione molto più efficace e molto più tempestiva rispetto ai lavori da fare».
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