«Ragazzo massacrato di botte al Boccaccio»: barista di Livorno ai lavori di pubblica utilità
Il ventiduenne ha scelto la messa alla prova, mentre i due amici sono stati rinviati a giudizio e per loro si aprirà il dibattimento in tribunale
LIVORNO. Un imputato ha scelto la messa alla prova, quindi di svolgere i lavori di pubblica utilità, mentre per gli altri due è stato disposto il rinvio a giudizio. È fuori dal processo grazie al percorso speciale che estingue la pena il barista ventiduenne livornese Matteo Taddei, mentre per il coetaneo Manuel Tampucci e per il ventunenne Nicola Scottu al tribunale di Pisa si aprirà il dibattimento in relazione a quanto sarebbe accaduto nella notte del 14 aprile 2023 al “Boccaccio Club” di Calcinaia, all’interno del complesso “Torretta White”, dove un giovane livornese allora ventenne rimase ferito dopo una violenta aggressione che, secondo la procura, sarebbe avvenuta proprio da parte dei tre. L’accusa per tutti è di lesioni personali aggravate: secondo la ricostruzione accusatoria il giovane livornese, assistito dalle avvocate Angie De Santi Simonini e Daniela Bilotti, sarebbe stato accerchiato e poi picchiato con calci e pugni.
Il procedimento penale nasce da una denuncia presentata ai carabinieri subito dopo i fatti. La vittima, oggi ventitreenne, riportò lesioni giudicate guaribili – secondo una perizia redatta nel corso degli accertamenti – entro i 30 giorni, con un quadro clinico che comprendeva la frattura delle ossa nasali, contusioni al rachide e traumi a mano e polso destri. Il giovane fu soccorso e trasportato all’ospedale Lotti di Pontedera, da cui venne dimesso con una prognosi iniziale di circa 12 giorni e il braccio ingessato. Secondo quanto ricostruito negli atti, l’episodio sarebbe nato da una discussione degenerata rapidamente. Uno degli imputati avrebbe accusato la vittima di averlo colpito con una pedata, circostanza sempre rigettata dal ragazzo, anche in quei concitati istanti dentro al locale. Pochi istanti dopo, la situazione sarebbe precipitata: il giovane viene accerchiato e colpito ripetutamente con pugni al volto e al corpo, fino all’intervento degli addetti alla sicurezza del Boccaccio club che riescono a interrompere l’aggressione e a chiamare i soccorsi, culminati con l’arrivo di un’ambulanza del servizio 118.
Le ragioni dietro l’aggressione, secondo la ricostruzione della presunta vittima, sarebbero riconducibili a biechi motivi legati a gelosie per una ragazza. Una versione che, agli atti dell’inchiesta, ha trovato spazio fin dalle prime fasi delle indagini delegate ai militari dell’Arma. Nel corso del procedimento, la procura di Pisa ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre giovani. Nell’ultima udienza, venerdì 22 maggio, il quadro si è parzialmente definito: per uno degli imputati, Taddei, è stata accolta la richiesta di accesso alla messa alla prova, con sospensione del procedimento penale e svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Per gli altri due, invece, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio.
Sarà quindi il dibattimento a chiarire eventuali responsabilità individuali e la dinamica esatta dei fatti avvenuti nel locale in provincia di Pisa, anche alla luce delle testimonianze già raccolte nel corso delle indagini preliminari dai carabinieri.
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