Il Tirreno

Livorno

Il processo

Morte di Denny Magina: assolti i due imputati – Caos in aula dopo la sentenza

di Claudia Guarino
Morte di Denny Magina: assolti i due imputati – Caos in aula dopo la sentenza

Il pubblico ministero aveva chiesto 18 anni per Hamed Hamza, il massimo per l’omicidio preterintenzionale: il pugile è stato assolto

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Assolti perchè il fatto non sussiste», sia Hamed Hamza che Amine Ben Nossra dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Caos in aula dopo la sentenza. Negli istanti successivi la madre di Denny, Erika Terreni, ha accusato un malore. 

La morte di Denny

È questo l’esito del processo di primo grado aperto dopo la morte, avvenuta il 22 agosto del 2022, del 29enne livornese Denny Magina, volato dalla finestra al quarto piano di un palazzo popolare in via Giordano Bruno, alla Guglia. Il presidente Luciano Costantini ha letto il dispositivo dopo che i giudici della Corte d’Assise si sono ritirati in camera di consiglio per poi uscirne dopo circa due ore. 

La sentenza

La sentenza è stata pronunciata dopo la requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Rizzo, che aveva chiesto 18 anni per Hamza cioè il massimo della pena prevista per l’omicidio preterintenzionale e l’assoluzione per Ben Nossra per non aver commesso il fatto, e dopo le arringhe delle avvocate Alessandra Natale (legale di Ben Nossra) e Barbara Luceri (legale di Hamza). In udienza è intervenuto anche l’avvocato Andrea Ghezzani, legale della famiglia Magina, costituita parte civile nel processo e presente in aula con i genitori di Denny Erika Terreni e Sky Magina, la sorella Asja e il nonno Mauro Terreni.

Caos in aula

Dopo la sentenza si è scatenato il caos all’interno dell’aula, piena di amici e parenti di Denny. Si alzano le grida “assassini” nei confronti dei due imputati che, però, come detto, sono stati assolti. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il processo

Morte di Denny Magina: assolti i due imputati – Caos in aula dopo la sentenza

di Claudia Guarino
Speciale Scuola 2030