Muore a 53 anni Claudio Piroli, storico ultras del Livorno
Si è spento all’ospedale di Cisanello. Innumerevoli i ricordi: «Eri come un fratello». L’addio all'obitorio dei Lupi alle 11,30 di mercoledì 20 maggio
LIVORNO. La città perde uno dei volti storici del tifo organizzato. È morto a 53 anni all’ospedale pisano di Cisanello Claudio Piroli, figura conosciutissima della Curva Nord del Livorno, protagonista per decenni di trasferte, amicizie e vita ultras. La notizia della sua scomparsa, avvenuta nella serata di lunedì 18 maggio, si è diffusa nella mattinata di martedì 19 maggio, lasciando sgomenti amici, tifosi e tantissime persone che con lui avevano condiviso un pezzo di vita dentro e fuori dallo stadio.
Il ricordo degli amici
A ricordarlo, con un messaggio carico di affetto, è stata la Curva Nord “Fabio Bettinetti”, che ha parlato della scomparsa di «un vero fratello storico». «La famiglia piange un vero fratello storico – si legge nel messaggio pubblicato sui social –. Claudio Piroli questa notte ci ha lasciato». Gli ultras hanno annunciato anche una raccolta di contributi per sostenere le spese del funerale e stare vicino alla famiglia: Piroli lascia infatti due figli. I punti di raccolta saranno il bar dello stadio Picchi, la palestra Gruppo lottatori livornesi di via Lulli e la palestra Spes Fortitude di via Lamarmora. «Ciao Claudio, la tua curva ti saluterà come meriti», conclude il messaggio.
In poche ore i social si sono riempiti di ricordi, fotografie e pensieri dedicati a uno degli ultras più conosciuti della città. Alessio Cresci lo ha salutato ricordando i continui discorsi sul Livorno calcio e quell’abitudine che non mancava mai: «Salutami babbo e mamma». Gino Rossini ha ripercorso l’amicizia nata fin dall’infanzia, «le giornate in cortile» e «le merende dalla mamma Renata», fino agli incontri più recenti. «Buon secondo tempo Claudio», ha scritto, immaginando un’altra partita «a porte grandi».
Daniele Miceli ha ricordato «mille trasferte, chilometri di risate che sembravano non finire mai», mentre Federico Barghi ha parlato di «un altro pezzo di curva e della nostra vita che ci lascia», ricordando come Piroli avesse insegnato ai più giovani il significato dell’amicizia e dello stare insieme. «Livorno ieri ha perso un pezzo di storia con te», ha scritto.
Ultras e vero amico
Tra i messaggi anche quello di Yari, che ha raccontato l’ultima visita ricevuta appena pochi giorni fa: «Quante trasferte fatte insieme in pullman in giro per tutta Italia, sempre fianco a fianco». E ancora il saluto del pugile livornese Lenny Bottai: «Nella guerra della vita ci siamo incontrati e forse, anzi di sicuro, un giorno ci rincontreremo».
Parole che raccontano bene quanto Piroli fosse considerato non soltanto un ultras storico, ma soprattutto un amico sincero, uno di quei personaggi popolari che negli anni hanno attraversato la storia della curva amaranto diventandone parte integrante. Una presenza fissa per generazioni di tifosi del Livorno, tra trasferte, cori, amicizie e appartenenza. Oggi la Nord perde uno dei suoi volti più conosciuti. E la città del tifo amaranto si stringe attorno alla sua famiglia.
Il funerale, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, si terrà alle 11,30 di mercoledì 20 maggio all’obitorio del cimitero dei Lupi, dove verrà trasportato nella giornata del 19 maggio. Poi la sepoltura sempre nel camposanto comunale.
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