Livorno, ricercatori derubati a Calafuria: auto spaccata, computer spariti
Si erano fermati sulla scogliera per poi tornare a Pisa. Sono tutti originari di Carrara e Sarzana. La madre di uno di loro: «Là dentro custodivano il lavoro per l’università»
LIVORNO. Volevano trascorrere la Pasquetta al mare prima di tornare a Pisa, dove alcuni di loro studiano e lavorano. Purtroppo, però, nell’arco di poche ore sono stati derubati di tutto: computer, tablet, giacconi, cuffie auricolari, documenti e perfino un paio di occhiali da vista. Tre ricercatori di fisica fra i 26 e i 27 anni di Carrara e Sarzana e una studentessa ventitreenne di chimica di Albiano Magra, in provincia della Spezia, sono stati derubati a Calafuria.
I ladri, mentre i dottorandi e la fidanzata di uno di loro si stavano godendo il Lunedì dell’Angelo sulla scogliera del Romito, hanno spaccato un finestrino dell’auto parcheggiata a bordo strada e l’hanno letteralmente depredata. Il problema, per la comitiva ligure-toscana, è che all’interno dell’abitacolo c’erano i pc (alcuni dei quali di proprietà dell’Università di Pisa) con le risultanze dei lavori scientifici che stavano svolgendo per conto dello stesso ateneo. Due di loro stanno concludendo il dottorato all’ombra della Torre, mentre un terzo in Svizzera, a Losanna: doveva alloggiare a casa degli amici, sempre a Pisa, per poi ripartire verso il Paese elvetico. È stato derubato anche lui. Un danno enorme, ben oltre quello economico. Come spiega la madre di uno dei giovani, la carrarese Cristina De Rosa: «Mi hanno chiamato verso le 14,30, era appena successo – le sue parole – ed essendoci tanto viavai di persone mai avrebbero immaginato che fosse rischioso lasciare gli zaini nascosti in macchina. Si erano portati dietro tutto perché erano partiti da casa e sarebbero poi andati direttamente a Pisa. Vivono insieme, in un appartamento preso in affitto, e prima di andare al mare non prevedevano di passarci a lasciare i computer».
Volevano fare un viaggio unico. Purtroppo, però, ci hanno rimesso tutto. Il Romito, infatti, a più riprese è diventato “terra di conquista” per i malviventi. Moltissime, negli ultimi anni, le auto vandalizzate per mettere a segno i furti. Con operazioni periodiche di polizia e carabinieri che hanno anche portato all’arresto di diverse persone. Purtroppo, però, poco è cambiato: i raid stanno proseguendo.
«Non a caso – prosegue la donna – mentre stavano cercando possibili resti del furto nelle vicinanze, in un’area verde hanno trovato una quantità incredibile di zaini, tutti vuoti. Quelli loro però non c’erano». Suo figlio è stato quello che ci ha rimesso di più: «Oltre al computer – prosegue la madre – gli hanno rubato anche le cuffie auricolari, gli occhiali da vista che hanno un costo tutt’altro che irrisorio e quaderni e appunti che gli servono per la didattica. Fra l’altro, a breve, dovrà andare a Londra proprio per il dottorato e le ricerche che ha fatto finora gli servono. È un danno incalcolabile». La comitiva ha sporto denuncia ai carabinieri, che si stanno mobilitando per cercare la refurtiva. Un’impresa assai ardua. «Se qualcuno ha visto qualcosa o trova questi computer – conclude la donna – contatti direttamente il comando dell’Arma di Livorno, al quale i ragazzi hanno presentato querela».
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