I ladri svaligiano la sede dell’Ail e mangiano pure le uova di Pasqua
Il presidente della sezione labronica dell'Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, Andrea Leonardi: «Siamo senza parole, erano per i pazienti»
LIVORNO. Non si sono fatti scrupoli nemmeno a colpire un’associazione. Una onlus – quella italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma – che aiuta i pazienti malati. I ladri, nella notte fra Pasquetta e martedì 7 aprile, hanno colpito l’ufficio della sezione labronica dell’Ail, in piazza Damiano Chiesa, dove hanno rubato circa 200 euro e due computer portatili. Non paghi del bottino raggranellato, purtroppo, hanno perfino mangiato le merendine, i salatini e le uova di Pasqua che i volontari donano ai pazienti, «coloro che fanno le terapie in ospedale», spiega il presidente dell’associazione, Andrea Leonardi, ancora sotto choc per quanto accaduto. È stato avvertito dai poliziotti nel cuore della notte, attorno alle 4.
«Ciò che mi ha fatto più male – le sue parole – è vedere tutti i mobili aperti e svuotati, i raccoglitori dei documenti buttati all’aria, i locali vandalizzati. Cosa pensavano di trovare fra i fogli A4? Ci sono dati sensibili, non soldi. Quando ho visto quello sfacelo non ci potevo credere. Rubare è sempre sbagliato, colpire un’associazione che fa del bene per la collettività come la nostra è ancora peggio: è tremendo».
Il denaro portato via, circa 200 euro, è una sorta di fondo cassa che il presidente e il consiglio di amministrazione dell’associazione in generale utilizzano per dare il resto a chi acquistava le uova a marchio Ail, il cui ricavato viene utilizzato appunto per la ricerca e i progetti solidali. Per fare del bene, insomma. Ed è proprio la missione dell’ italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma che i malviventi hanno colpito. Rubando pure i computer in dotazione. «Durante il raid – prosegue Leonardi – hanno deciso di invadere la sala riunioni che come consiglio di amministrazione utilizziamo per mandare avanti la onlus, sedendosi al tavolo e mangiando uova di Pasqua, salatini e merendine. Ripeto: non ci potevo credere. Tutto questo non ha senso, io e i collaboratori siamo tutti sconvolti perché una cosa del genere qua non l’avevamo mai vista».
I ladri, per entrare, hanno prima forzato il portone che affaccia sulla strada, poi «sono saliti al primo piano – rivela Leonardi – e con un ariete o qualcosa del genere hanno scassinato l’ingresso del nostro ufficio. Hanno praticamente rovistato ovunque, rimanendoci per un po’ di tempo, aprendo tutti i mobili e forzando quelli che noi tenevamo chiusi». Ieri mattina, per il sopralluogo post-furto, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno analizzato le tracce lasciate dai malviventi nei vari locali, senza rilevare però impronte digitali apparentemente utili alle indagini.
I colleghi della scientifica, infatti, non sono stati fatti intervenire, visto che non ce n’era bisogno ad avviso degli investigatori. Le indagini, non appena Leonardi sporgerà querela negli uffici della sede secondaria della questura di viale Boccaccio, proseguiranno con i poliziotti della Squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli. Gli agenti dovranno esaminare i video delle telecamere della zona. Ce ne sono alcune in piazza Damiano Chiesa, private in particolare, che forse potrebbero aver ripreso i ladri in arrivo o in fuga dalla sede dell’associazione, che si trova al numero civico 41, accanto al grande magazzino “Eurasia”, di fatto all’inizio di viale Petrarca e non nel cuore della piazza dove ci sono l’edicola e i vari “Punto Ponce”, “Punto Panino” e “Punto Gelato”.
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