Livorno, il giovane autistico e il suo libro-diario: «Io, in grammatica strampalata»
Alessandro Boschi racconta il suo mondo in “Scrivila ‘uesta un l’hai mai detta”
LIVORNO «Scrivila ‘uesta un l’hai mai detta». Così un ci si pensa più. È da questa frase, semplice e spontanea che nasce il titolo del libro–diario di Alessandro Boschi, conosciuto da molti come il “signor Toccapance”. Un ragazzo solare, autistico, che ama il mare, i treni, ma soprattutto i numeri, e che ha deciso di mettere su carta pensieri, ricordi ed emozioni con l’aiuto del suo ex professore di sostegno al tempo al Vespucci-Colombo, Giacomo Deidda. Il libro raccoglie discorsi di ogni giorno, pensieri, frasi, aneddoti e parole strampalate che Alessandro ha annotato nel corso dei suoi ultimi anni scolastici sul suo quaderno «super ordinato».
Un flusso continuo di idee, a volte buffe, a volte poetiche, che con il tempo ha preso la forma di un vero e proprio diario. Col sottotitolo “Numeri, parole, frasi e giochi bizzarri in grammatica strampalata”. «Il libro nasce dalla necessità dell’autore di comunicare quello che continuamente sente e vive. Alessandro non aveva l’abitudine di scrivere quel che gli “balenava” nella testa: rimaneva tutto lì, bloccato, in confusione. Allora ho deciso di sollecitarlo a scrivere per alleggerirsi e incanalare tutto quel flusso continuo di pensieri e contenuti bizzarri. Ho scorto della poesia nelle sue parole», scrive il prof Giacomo Deidda nell’introduzione.
Boschi si è diplomato con ottimi risultati al Vespucci-Colombo indirizzo artistico. Oggi ha 24 anni. Ed è durante gli anni di scuola che è iniziato il percorso che lo ha portato alla scrittura. «Tutto è iniziato quando raccontavo ai miei compagni delle scuole medie tutte le cose che mi passavano per la testa – racconta Alessandro –. Poi ho iniziato a scriverle su un foglio di testo al computer». Un rapporto speciale, quello che ha con il professore che lo ha accompagnato in questo percorso. «Voglio dedicare questo libro al mio professore Giacomo Deidda. Gli voglio tantissimo bene e, nonostante la scuola sia finita, continuo ad avere rapporti con lui: è uno dei miei migliori amici». E ricorda ancora: «Giacomo l’ho incontrato la prima volta in prima superiore e da lì è nata subito un’amicizia». Alessandro Boschi ama profondamente la sua città. I suoi luoghi preferiti sono quelli affacciati sul mare. «Il posto che preferisco di più a Livorno? Il mare, senza dubbio, soprattutto d’estate. Andare al moletto di San Jacopo con Stefano e Andrea, mio zio, è una delle cose che mi piace di più».
Non solo mare: tra le sue passioni ci sono anche i lavori creativi. «A me a Livorno piace andare in città per reperire il materiale che mi serve per fare dei lavori creativi, come i cartelloni con i numeri», spiega.
All’interno del libro trova spazio una piccola intervista, realizzata dal prof Deidda, a Cristina Boschi, madre di Alessandro, che ripercorre i primi segnali della sua straordinaria sensibilità. «Mi sono accorta che Alessandro aveva un’abilità diversa quando aveva due anni: già sul seggiolone contava da uno a dieci senza che nessuno glielo avesse insegnato. Non pensavo fosse una diversità, perché faceva cose che altri bambini della sua età di solito non fanno. A quattro anni si orientava già per le strade della città e mi avvertiva quando sbagliavo strada», racconta.
Dopo la pubblicazione del libro, compagni di classe e professori si sono complimentati con lui. Alla domanda su cosa gli abbiano detto i suoi compagni, Alessandro esclama: «Boia, tanta roba!». Il quaderno da cui è nato il libro non è mai rimasto chiuso e il giovane guarda già avanti, pensando anche a una possibile seconda pubblicazione. Alessandro continua a riempirlo di pensieri. «Il lavoro del quaderno lo porto avanti ancora, scrivendoci i miei pensieri del giorno», va avanti. Un’abitudine diventata nel tempo un modo per dare voce alle sue emozioni e raccontare il mondo con uno sguardo libero e diretto. Il diario, disponibile sulle principali piattaforme online, è spubblicato dalla casa editrice Vittoria Iguazu Casa Editrice di Riccardo Greco, che ha curato la stampa del libro.l
