A Livorno la prima silice d’Europa ricavata dal riso: come funziona l’impianto Solvay che cambia l’industria degli pneumatici
Il nuovo macchinario anticipa le norme europee sulla sostenibilità per gli pneumatici e supporta gli obiettivi di sostenibilità dei clienti, rafforzando al contempo la leadership industriale dell’Italia
LIVORNO. È stato inaugurato nella mattina di mercoledì 28 gennaio a Livorno, all’interno del sito di via Leonardo Da Vinci affacciato sul canale industriale del porto, il nuovo impianto di Solvay.
Uno dei sette stabilimenti globali della Business Unit Silica
Lo stabilimento è uno dei 7 a livello mondiale della “Global Business Unit Silica” del gruppo belga, dove si produce la silice amorfa precipitata, destinata prevalentemente al mercato degli pneumatici. E da mercoledì 28 gennaio è il primo stabilimento in Europa dove la silice viene ricavata non dalla sabbia, ma da un sottoprodotto agricolo, la cenere della lolla di riso, vale a dire il duro involucro protettivo dei chicchi di riso che proteggono il cereale durante la stagione di crescita.
Un impianto all’avanguardia e il ruolo della città
Un impianto all’avanguardia, che – come ha sottolineato il sindaco Luca Salvetti – conferma la vocazione industriale che la città di Livorno ha sempre avuto, ma rappresenta anche un ulteriore radicamento di Solvay sul territorio.
La presenza dei vertici Solvay e delle istituzioni belghe
Non è un caso che al taglio del nastro sia intervenuto da Bruxelles il numero uno della Solvay, Philippe Kehren, ceo alla guida di un gruppo con oltre 9.000 dipendenti e 44 siti produttivi sparsi in 41 Paesi del mondo. E accanto a lui l’ambasciatore del regno del Belgio in Italia Andy Detaille.
Economia circolare e visione strategica del gruppo
«Livorno è un esempio tangibile di come trasformiamo i principi dell’economia circolare in realtà industriale, permettendo progresso per le generazioni future – ha sottolineato Kehren –. Agendo ora, Solvay aiuta i produttori di pneumatici a prepararsi ai futuri requisiti dell’Unione Europea e a raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità».
Norme europee e leadership industriale italiana
Il nuovo impianto infatti anticipa le norme europee sulla sostenibilità per gli pneumatici e supporta gli obiettivi di sostenibilità dei clienti, rafforzando al contempo la leadership industriale dell’Italia.
Investimenti, tempi di realizzazione e innovazione del processo
Sono serviti 30 milioni di investimenti e otto anni, tra studi, ricerche e gli ultimi due per la costruzione dell’impianto – una torre alta 40 metri al cui interno avviene la lavorazione della lolla – per realizzare la nuova unità, che proietta quest’angolo industriale livornese nel futuro, rappresentando anche l’inizio di un nuovo percorso per la Unit Silica del gruppo belga: il processo innovativo infatti riduce le emissioni di Co2 del 35% per tonnellata di silice rispetto ai metodi tradizionali e crea una filiera circolare locale che porta benefici al settore agricolo, all’industria e alle comunità. Al punto che, come ha sottolineato An Nuyttens, presidente della business unit Silica di Solvay, «Livorno rappresenta un punto di riferimento per l’innovazione circolare in Europa e oltre. Il nostro obiettivo è chiaro: ovunque Solvay produca silice, integreremo materiali circolari per ridurre l’impatto ambientale e supportare gli obiettivi di sostenibilità dei nostri clienti».
La strategia globale sulla silice circolare
La costruzione e l’entrata in funzione dell’impianto livornese fa parte della strategia globale di Solvay sulla silice circolare, che porterà dunque alla conversione di altri siti di produzione di silice nel mondo verso l’utilizzo di materie prime certificate “ISCC+” entro il 2026. Il sito di Livorno è unico, perché è il primo a utilizzare la cenere della lolla di riso, mentre altri stabilimenti impiegheranno altri flussi di rifiuti industriali locali.
Impatto sul prodotto finale e benefici per i produttori di pneumatici
Come il nuovo materiale andrà a ridurre l’impatto sul prodotto finale, il pneumatico appunto, è ben spiegato da alcuni numeri: adottando la silice circolare di Solvay, i produttori di pneumatici possono già raggiungere fino al 15% di materiali riciclati o rinnovabili nella composizione dei loro pneumatici, contribuendo in modo significativo al loro obiettivo del 40% entro il 2030. Ma non solo: l’impianto rafforza la leadership di Solvay nella silice per pneumatici ad alta efficienza energetica, un elemento chiave per ridurre la resistenza al rotolamento e diminuire il consumo di carburante o aumentare l’autonomia delle batterie.
