Ristori ai Comuni portuali e tasse sui passeggeri, il punto delle associazioni di categoria
Confcommercio e Confesercenti analizzano opportunità e criticità del modello dei contributi ai passeggeri
LIVORNO. Il dibattito sui ristori ai Comuni portuali e sull’ipotesi di introdurre contributi a carico dei passeggeri di traghetti e crociere continua ad allargarsi. Dopo l’asse promosso da Genova e Civitavecchia e la mozione presentata in consiglio comunale a Livorno, arrivano i commenti delle associazioni di categoria del commercio e dei servizi, chiamate in causa per il ruolo centrale che il turismo marittimo ha sull’economia cittadina.
Confcommercio e Confesercenti condividono la necessità di affrontare il tema senza semplificazioni, distinguendo tra contesti diversi e tenendo insieme sviluppo economico, sostenibilità e qualità della vita.
Per Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Livorno, è fondamentale partire dai numeri: «Quando si parla di traffici crocieristici è importante distinguere tra opportunità e criticità. Genova supera il milione e mezzo di passeggeri l’anno, Venezia opera in un contesto unico, mentre Livorno, pur in crescita, resta sotto il milione di crocieristi e non può ancora essere considerata una città turistica matura». Una differenza che, secondo Confcommercio, consente oggi di governare lo sviluppo prima che emergano problemi strutturali.
Pieragnoli sottolinea come il crocierismo generi un indotto significativo: «Parliamo di lavoro per guide, operatori turistici, addetti ai servizi portuali, trasporti, ristorazione e sicurezza. È un indotto importante e positivo, che crea occupazione e valore». Da qui l’invito a evitare che Livorno venga percepita come una città che introduce tasse senza offrire servizi adeguati: «Gli strumenti come contributi o addizionali devono essere trasparenti e finalizzati al miglioramento concreto dei servizi, dell’ambiente urbano e della qualità della vita». Confcommercio chiede inoltre che una quota delle eventuali risorse venga gestita in modo concertato con le associazioni di categoria, per sostenere eventi e promozione del commercio locale.
Più orientata al confronto nazionale la posizione di Confesercenti Livorno. Il direttore Alessandro Ciapini definisce il crocierismo «un motore fondamentale di sviluppo economico», capace di rafforzare commercio, ristorazione, accoglienza e l’intero sistema cittadino. «Ogni passeggero che sceglie il nostro porto contribuisce a una filiera che sostiene centinaia di imprese e migliaia di lavoratori», afferma.
Confesercenti guarda con interesse al modello adottato da Genova: «Riteniamo che un confronto nazionale su regole omogenee e strumenti equilibrati possa essere utile anche per Livorno, purché non penalizzi la competitività del settore».
L’associazione si dice disponibile a un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale e con le altre realtà portuali per individuare soluzioni che coniughino sviluppo, sostenibilità e tutela delle imprese legate al turismo marittimo.
Le posizioni delle categorie confermano come il tema dei ristori ai Comuni portuali sia destinato a diventare uno snodo strategico per il futuro dei porti italiani: una partita che intreccia traffici, turismo, qualità urbana e competitività, e che richiederà scelte condivise e un quadro normativo chiaro a livello nazionale.
