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Livorno, via Cambini verso un’altra stretta: «Locali chiusi entro mezzanotte»

di Claudia Guarino

	Via Cambini piena di gente
Via Cambini piena di gente

Durante il Cosp in prefettura è stata chiesta una nuova ordinanza contro la mala movida. I residenti parlano di criticità irrisolte: «Nessun miglioramento significativo»

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LIVORNO. Nessun miglioramento significativo con una presenza massiccia di persone oltre la mezzanotte che rende impossibili normali condizioni di riposo. È quanto i residenti di via Cambini e dintorni, riuniti nel comitato Modì, hanno segnalato nei giorni scorsi alla prefettura parlando di «criticità irrisolte». Ecco perché ieri, durante la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp), il prefetto Giancarlo Dionisi ha di nuovo invitato il sindaco Luca Salvetti a valutare l’opzione del numero chiuso, oltre alla possibilità di firmare una nuova ordinanza (la precedente è scaduta) per garantire la chiusura dei locali entro mezzanotte». E se sulla prima opzione Luca Salvetti ribadisce che «l’amministrazione da sola non lo introdurrà», lato nuova ordinanza il sindaco sottolinea di essere pronto «ad approfondire tale eventualità».

Il caos

Il caso, ormai noto, tiene banco da mesi. Con lo stagionale malcontento dei residenti, esasperati da un vocìo talvolta degenerato in rissa, che quest’anno ha preso forma di comitato oltre a essere affiancato da una corposa diatriba istituzionale. Sui sessanta metri di palco chiamati via Cambini nel tempo è successo di tutto. Lanci di bottiglie, risse, assalti alle auto in transito e sfondamento di portoni. Ma, al di là dell’evento eccezionale, ciò che i residenti lamentano è il continuo assembramento notturno di persone lungo la via e il conseguente trambusto fino alle ore piccole. Ecco, dunque, che gli abitanti della zona si sono riuniti in comitato e, tra le altre cose, si sono rivolti a un legale consegnandogli un corposo dossier di segnalazioni.

L’ordinanza

Ed ecco perché il sindaco, oltre a prevedere un presidio della polizia locale in zona, il 20 novembre scorso ha firmato un’ordinanza per limitare l’apertura dei locali (stop somministrazione all’1,30 nel fine settimana e al mezzanotte e mezzo nel resto dei giorni) e la vendita da asporto di alcolici (stop alle 21, 30) tra via Cambini, piazza Attias e via Marradi. L’atto, avendo sessanta giorni di validità, è scaduto la settimana scorsa.

L’effetto

Secondo il Comune adesso «risulta migliorata la situazione in via Roma grazie alla collaborazione tra residenti ed esercizi commerciali attigui (Conad) mentre sono risultati nella media rispettati i limiti di emissione acustica». Secondo i residenti, invece, le misure introdotte non bastano. Il baccano notturno, dicono, è rimasto. E con lui anche le problematiche relative alla sicurezza. Il comitato sottolinea infatti come «il sovraffollamento può rendere difficile garantire interventi rapidi qualora si rendesse necessario l’accesso di ambulanze e personale di soccorso in mezzo alla folla». Alla luce di tutto questo il comitato dei residenti ribadisce «la necessità di interventi concreti che possano riportare condizioni di maggiore equilibrio tra le esigenze della movida e il diritto dei cittadini a vivere e riposare in sicurezza». C’è però anche il diritto al lavoro per le imprese che qui operano. «Le aziende rendono vive la città – hanno detto Confcommercio e Confesercenti – non sono un problema da contenere».

Il vertice

Di tutto questo si è parlato ieri nell’abito del Cosp tenuto in prefettura in cui è stata esaminata la problematica della mala movida, con particolare riferimento alla situazione di via Cambini e delle zone limitrofe. In questo quadro, hanno fatto sapere dalla prefettura, «il prefetto insieme alla questora e ai comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della guardia di finanza, nel pieno rispetto delle competenze attribuite dalla legge al sindaco, ha rivolto al primo cittadino un invito formale a valutare l’opportunità di adottare misure volte al contingentamento dei flussi pedonali, nonché una nuova ordinanza sindacale che imponga il consumo di alcol solo all’interno dei locali e loro pertinenze, e garantisca la chiusura degli esercizi e la diffusione musicale entro la mezzanotte». L’ipotesi del contingentamento dei flussi, lo ricordiamo, non è mai stata presa in considerazione dall’amministrazione comunale.

Il futuro

«Io non faccio – sottolinea Salvetti – un’ordinanza se non sono poi in grado di organizzare il controllo della sua applicazione (il riferimento è appunto all’eventuale contingentamento dei flussi, ndr). L’ordinanza su via Cambini è stata fatta, ha funzionato per ciò che prevedeva e nei momenti che non è stata rispettata è arrivata la sanzione». E per quanto riguarda un possibile rinnovo dell’atto, Salvetti dice che «coinvolgeremo i soggetti in campo per trovare soluzioni e migliorare ancora il quadro anche con una nuova ordinanza che è attualmente al vaglio». Poi lancia un ramoscello d’ulivo. «Apprezzo – dice – il rinnovato approccio da parte di tutti che punta a ritrovare serenità e comunione d’intenti». Pace istituzionale fu? Vedremo.

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