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Hillebrand Gori l’azienda più ricca di Livorno nel post-Covid: in tre anni 110 milioni di utili

di Stefano Taglione

	La sede all'Interporto "Amerigo Vespucci" di Hillebrand Gori
La sede all'Interporto "Amerigo Vespucci" di Hillebrand Gori

Il colosso del gruppo tedesco Dhl, fondato dal compianto Angelo “Nino” Caponi e leader mondiale nella logistica del vino, supera Del Corona & Scardigli in questa speciale graduatoria triennale. Terza Laviosa, in porto bene i terminalisti: ecco le migliori cento imprese in base ai bilanci 2022-2024

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LIVORNO. Hillebrand Gori, Del Corona & Scardigli e il Gruppo Laviosa. Sono le tre aziende più ricche del nostro territorio in base agli ultimi tre bilanci pubblicati: insieme hanno guadagnato oltre 200 milioni di euro nel post-Covid. È quanto emerge dalla classifica delle prime cento imprese con sede legale nei comuni di Livorno, Collesalvetti e Capraia frutto di un’elaborazione dati del Tirreno sui consuntivi resi disponibili dal portale specializzato Registroaziende.it. Le società sono ordinate per utili complessivi nel triennio 2022-2024. Il quadro è quello di un’economia che, pur attraversando anni complessi segnati da inflazione, tensioni geopolitiche e rallentamenti globali, ha saputo mantenere margini importanti, soprattutto in alcuni settori chiave: logistica portuale, spedizioni internazionali, chimica industriale, servizi alle imprese e agroalimentare.

Il podio

In vetta alla classifica Hillebrand Gori, sede a Stagno in via Lepori e specializzata nelle spedizioni internazionali di vino. Nel triennio 2022-2024 l’azienda fondata dal compianto Angelo "Nino" Caponi – che l’ha resa grande quando ancora si chiamava “Giorgio Gori”, rilevandola dall’omonima famiglia – ha totalizzato oltre 110 milioni di euro di utili, confermandosi non solo come la prima realtà del territorio labronico, ma come uno dei principali operatori logistici a livello europeo. Pesa, ai fini del primato, il grande risultato del 2022, con guadagni per 89.440.000 euro. Seguito da guadagni per 12.703.794 e 8.809.327 di euro. Hillebrand Gori fa parte del gruppo internazionale "Dhl Global Forwarding", del colosso tedesco “Deutsche Post”, ma mantiene nel Livornese una delle sue basi strategiche, nonché la sede legale, con ricadute occupazionali e operative rilevanti. Al secondo posto figura Del Corona & Scardigli, storica casa di spedizioni con sede sugli scali d’Azeglio, che nel triennio ha accumulato circa 64 milioni di euro di utili. Fondata nel XIX secolo, è di proprietà al 66% della Delcofin di Umberto e Luigi Del Corona e per il 34% della Fratelli Scardigli (Fulvio D’Angelo, Francesca e Giulia Scardigli, Carla Bondi, Antonietta D’Angelo e Paola Falleni) e rappresenta uno dei simboli della continuità imprenditoriale locale, capace di attraversare generazioni e trasformazioni del commercio marittimo restando competitiva sui mercati globali. Completa il podio Laviosa, che nel periodo considerato ha registrato oltre 29 milioni di euro di profitti, con un fatturato di 137,6 milioni (+10,9%), un ebitda di 21,9 milioni (+14,1%) e l’"Ebitda margin" pari al 15,9% del fatturato. L’azienda, controllata dalla famiglia Laviosa, è un punto di riferimento internazionale nella produzione e commercializzazione di bentoniti e additivi minerali, utilizzati in settori che vanno dall’edilizia alla chimica, fino all’enologia.

Porto cuore economico

Scorrendo la classifica, emerge con chiarezza come il porto continui a essere il motore economico principale di Livorno. Del resto, valeva lo stesso anche nella prima puntata delle prime aziende per utili del 2024. Tra le prime posizioni compaiono numerose società di spedizioni, agenzie marittime, operatori doganali e logistica integrata. Oltre ai nomi storici, si trovano realtà più giovani, ma cresciute rapidamente grazie all’aumento dei traffici containerizzati e alla specializzazione in nicchie ad alta redditività. Il dato complessivo è significativo: una quota rilevante degli utili complessivi delle "top 100" proviene direttamente o indirettamente dalle attività portuali, confermando il ruolo strategico dello scalo labronico non solo per la città, ma per l’intero sistema economico toscano. Fratelli Neri, il colosso dei rimorchiatori il cui amministratore delegato dagli anni Settanta è il presidente di Confindustria Piero Neri, in tre anni porta a casa 20.437.854 di euro, mentre Terminal Darsena Toscana – da due anni del Gruppo Grimaldi e prima ancora del Gruppo investimenti portuali, controllato per la quasi totalità dai fondi Infracapital e Infravia – è nona con 16.852.707, costruiti quasi interamente nel 2022, quindi con la vecchia gestione, quando i guadagni si attestarono sui 10.680.000 euro. La Compagnia impresa lavoratori portuali (Cilp) chiude la "top 10" con 14.939.055 euro. Per la società terminalistica controllata per il 50% dalla Compagnia portuale e per l’altra metà dal Gruppo Neri l’anno migliore è stato il 2023, con 6.582.723 di profitto. Il miglior terminalista, tuttavia, è Marterneri, sei anni fa acquisito da F2i Holding Portuale: 20.500.807 euro di utili, frutto dei 5.764.780 del 2022, dei 8.106.772 del 2023 e dei 6.629.255 del 2024. Undicesima Commercial Department Containers, con profitti per 14.751.541 euro, 9.180.000 solo nel 2022. Sempre in ambito portuale Neri Depositi Costieri, dell’omonima famiglia imprenditoriale livornese, totalizza 13.571.802 di utili triennali, mentre i Costieri D’Alesio si "fermano" a 9.378.354. Bene anche Bunkeroil (11.935.838), Porto 2000 (Msc e il Gruppo Moby, 11.111.610 euro) e la Compagnia portuale di Livorno, presieduta da Enzo Raugei, con 10.509.010. Poi Evergreen Shipping Agency – controllata per il 55% da Peony Investment e per il 45% da Sofimar – con guadagni per 10.191.165 euro. Ventesimo Lorenzini (Msc) con 8.580.087 euro, poi Costiero Gas Livorno (8.090.289).

Le aziende pubbliche

C’è anche un’azienda pubblica fra le migliori dieci. È Asa, l’Azienda servizi ambientali, titolare del servizio di distribuzione gas in cinque comuni della provincia di Livorno e gestore unico del ciclo integrale delle acque (acquedotto, fognatura e depurazione). Il colosso guidato dal presidente Stefano Taddia – i maggiori soci sono i Comuni di Livorno (36,55%), Piombino (4,7%), Volterra (1,57%), Pomarance (0,41%) e Suvereto (0,41%), mentre con il 40% il socio privato è Ireti del Gruppo Iren – grazie alla performance del 2024 (utile di 8.978.391 euro) è ottava assoluta di questa speciale classifica, con 17.168.391 di profitti triennali. In graduatoria, posizione numero 66, anche l’Interporto toscano “Amerigo Vespucci” di Guasticce, con 2.057.129, nonostante l’ultimo bilancio si sia concluso con un rosso di 955.585 euro. Il polo logistico – controllato dalla società per azioni del ministero dell’Economia Amco (31,48%), dall’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale (30,28%), dalla Regione Toscana (18,17%) e con quote sotto il 5%, fra gli altri, da Camera di Commercio, Comuni e Province di Livorno, Pisa, Lucca e dall’amministrazione colligiana e privati come Banco Bpm, Compagnia lavoratori portuali, Unipol, Mercitalia Rail, Ecofuel e Ubi banca – nel 2022 ha registrato un utile di 2.144.401, che compensa la perdita dell’ultimo consuntivo. Fuori di poco dalla "top 100" le Farmacie comunali di Livorno, che comunque raggiungono 1.081.929 euro di guadagno, rappresentando un ottimo asset per l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Salvetti. Più attardata Aamps, il colosso della raccolta dei rifiuti del gruppo RetiAmbiente, con 371.814 euro (bilanci comunque sempre in positivo).

La metodologia

La classifica proposta dal Tirreno – frutto di un’elaborazione dei dati dal sito Registroaziende.it – elenca le prime cento imprese con la sede legale a Livorno, a Collesalvetti o Capraia in ordine di utile. I numeri si riferiscono agli ultimi tre bilanci presentati, quelli dal 2022 al 2024. Alcune delle società, tuttavia, potrebbero non essere ricomprese nella lista se gli ultimi consuntivi non sono ancora stati caricati sulla piattaforma Internet o se il tipo di società non viene preso in considerazione dallo stesso portale specializzato che le raggruppa rendendole disponibili a tutti per la consultazione (le "sas”, le società in accomandita semplice, non sono ad esempio incluse in questi elenchi).

Le altre

Nel mondo del commercio trentacinquesimo posto per Lena, con 5.155.859 di utili. Nel settore delle concessionarie, invece, testa a testa fra Blubay (Ford, 4.691.098 euro) e Clas (Renault, 4.601.741), mentre Scotti & Co (Volkswagen) è più attardata con 1.650.024 euro. Ottime performance per le aziende dell’imprenditore Riccardo Citi: la Ies Solare, attiva nell’installazione degli impianti elettrici, tocca quota 9.591.992 euro (grazie ai quattro milioni e mezzo del 2023 e del 2022), mentre la Elife Project – fondata nel 2021 da Citi e Gabriele Daini (pisano, 40 anni, che ne è socio attraverso la Daini Holding) – che offre soluzioni energetiche personalizzate per case e aziende, seguendo ogni fase del processo, dalla progettazione alla realizzazione è trentatreesima con 5.411.552 euro. Nell’edilizia primeggia Frangerini di Stefano Frangerini (8.566.571), seguita da Abate, 3.430.309 nel triennio e da Di Gabbia Adolfo & Figlio (1.513.293), mentre nel settore immobiliare bene Liburnia (2.261.943), G.G. (2.086.127) e Stetel Immobiliare (1.830.637). Nella “top 100” anche gli ascensori di Elevat (1.734.014 euro) e l’editore Sillabe con 1.399.484 euro.

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