Il Tirreno

Lutto

«Non mi sento bene», l’ultima frase alla moglie: ex calciatore trovato morto nel letto. L’amico-compagno di squadra: «Non me lo dovevi fare...»

di Redazione web

	L'ex portiere e preparatore aveva 46 anni (foto da Facebook)
L'ex portiere e preparatore aveva 46 anni (foto da Facebook)

Diego Ruspantini, 46 anni, era un ex portiere e preparatore dei portieri. Tanti i messaggi di cordoglio dal mondo del calcio per “Ruspa”

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ANCONA. “Non mi sento bene”. L’ultima frase che avrebbe detto a moglie e figli dopo aver cenato e prima di andare in camera da letto per riposarsi. È stato trovato privo di sensi nel letto dalla moglie, Diego Ruspantini, 46 anni, ex portiere e preparatore dei portieri morto nella serata di domenica 25 gennaio a causa di un malore. La donna ha lanciato subito l’allarme al 118; ma il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso del 46enne.

Nato nella provincia di Ancona, residente a Porto Recanati, l’ex calciatore era molto conosciuto nell’ambiente calcistico dilettante delle Marche, ma non solo come testimoniano i numerosi ricordi. Tanti i messaggi di cordoglio della comunità marchigiana e del mondo del pallone più generalmente, a partire dal messaggio social dell’Associazione italiana allenatori di calcio delle Marche ai vari club, come l’Ancona e la Sambenedettese di beach soccer.

Il cordoglio

«La ssc Ancona esprime profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa di Diego Ruspantini, ex portiere classe ‘79 e preparatore dei portieri. Conosciuto e stimato in tutta la regione, “Ruspa” ha vestito numerose maglie nel corso della sua carriera, conquistando successi importanti e lasciando ovunque il segno per le sue doti umane e professionali. Ha fatto parte dello staff tecnico biancorosso come preparatore dei portieri sotto la guida di mister Marco Lelli, periodo durante il quale ha stretto un forte legame con Emanuele Pesaresi, oggi figura centrale del nostro club», il messaggio dell’Ancona.

«Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Diego Ruspantini – scrivono dalla Samb beach soccer –. Diego è stato un protagonista importante della storia della Sambenedettese Beach Soccer, vestendo i nostri colori dal 2008 al 2013 con passione, impegno e grande senso di appartenenza. Da capitano ha saputo guidare la squadra con carisma ed esempio, contribuendo in modo decisivo alla conquista del primo storico trofeo a Viareggio, la Coppa Italia, che resterà per sempre nella memoria di tutti noi. In campo e fuori dal campo, Diego è stato un punto di riferimento umano e sportivo, capace di unire il gruppo e trasmettere valori autentici di rispetto, sacrificio e amicizia. Oggi immaginiamo che abbia raggiunto in cielo Giovanni Pompei, suo compagno di squadra e grande amico, con il quale ha condiviso momenti indimenticabili di sport e di vita».

L’ex compagno e amico

Fra i tanti messaggi, come detto, anche l’ex giocatore oggi allenatore e figlio d’arte, Gianluca Savoldi: «L’amicizia è capirsi, anche a migliaia di km di distanza. L’Amico con la A maiuscola sente se c’è qualcosa che non va anche senza alcun segnale. A volte basta un silenzio di troppo e arriva un “tutto bene?” per far sentire all’altro che ci sei. Io sono stato fortunato perché ho conosciuto quel “sentirsi sempre” anche senza il minimo gesto. La vita mi ha regalato amicizie meravigliose nella loro diversità e unicità. Ma questo feeling per me è sempre stato il comune denominatore».

E aggiunge un aneddoto, la domanda del figlio su chi fosse il suo migliore amico fatta qualche tempo fa: «Sono felice che mi abbia fatto questa domanda perché potendo vivere la nostra amicizia ha capito il valore di una grande Amicizia e per tutta la sua vita avrà un signor modello di amicizia a dare valore a ogni relazione. Sono stato tanto fortunato nella vita, ad avere un amico come te. Ma anche tu ieri te ne sei andato all’improvviso e anche se ti sento ancora fortemente accanto, non so come fare adesso a consolare Teresa e i tuoi due “monelli” perché per loro eri presenza solida, costante, rassicurante. Sincero, affettuoso e matto come sono io. Questa non me la dovevi combinare fratello mio. Non voglio angeli in cielo, io qui comincio a sentirmi tanto solo. Spero solo tu sia già nelle braccia della tua mamma. Salutami il 10», scrive sui social l’ex giocatore di Pisa, Napoli e Reggina.

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