È morto Gianluigi Armaroli del Tg5
Storico inviato in Emilia Romagna, aveva raccontato per decenni l’Italia al pubblico del Tg5 con rigore, passione e grande umanità
Il mondo del giornalismo italiano perde una delle sue figure più note e riconoscibili. Gianluigi Armaroli, per anni inviato Mediaset in Emilia Romagna e firma storica del Tg5, è scomparso all’età di 77 anni. Da tempo viveva a Pesaro insieme alla moglie Daniela, dopo aver concluso una carriera durata oltre quattro decenni. L’annuncio della sua morte è arrivato lunedì 5 gennaio attraverso un messaggio diffuso sui social dal direttore del Tg5, Clemente Mimun, che ha voluto salutarlo con poche parole cariche di affetto. La notizia ha rapidamente fatto il giro delle redazioni, suscitando cordoglio tra colleghi, tecnici e operatori che negli anni hanno condiviso con lui servizi, trasferte e dirette.
Una vita dedicata all’informazione
Bolognese, classe 1948, Armaroli aveva iniziato il suo percorso professionale in un ambito molto diverso: diplomato all’Accademia di Belle Arti con indirizzo scenografia, aveva mosso i primi passi come attore radiofonico a Radio Rai. La passione per la cronaca lo portò però presto verso il giornalismo, con l’ingresso nel 1977 a Video Bologna. Dopo l’esperienza alla guida del telegiornale locale Tele Carlino, nel 1984 approdò al gruppo Fininvest, allora diretto da Guglielmo Zucconi. Il salto definitivo arrivò nel 1992, quando Enrico Mentana lo chiamò nella squadra del neonato Tg5 come corrispondente dall’Emilia Romagna. Da lì iniziò un lungo percorso professionale durato vent’anni, fatto di reportage, collegamenti e approfondimenti che lo resero un volto familiare per milioni di telespettatori.
Il ricordo dei colleghi
La notizia della sua scomparsa ha aperto l’edizione delle 7.30 del Tg5. In studio, la conduttrice Roberta Floris ha dedicato un commosso ricordo al collega, sottolineandone la passione, la competenza e la capacità di affrontare ogni tipo di servizio con rigore e sensibilità. Armaroli, ha detto, era «un giornalista appassionato, un uomo di cultura e un collega sempre gentile e disponibile». Sui social, numerosi giornalisti e operatori che hanno lavorato con lui hanno voluto omaggiarlo, ricordandone il garbo, la professionalità e la discrezione che lo hanno accompagnato per tutta la carriera.
