Grosseto, sotto accusa per stalking condominiale: «Non devi avere paura dei cani ma di me»
La donna denunciata da un vicino ha patteggiato ma dovrà seguire un corso di recupero
GROSSETO. Alla fine del marzo scorso, un grossetano di 56 anni si era presentato dai carabinieri raccontando di essere stato molestato pesantemente. Non una, ma più volte. E anche minacciato. E comunque di essere diventato bersaglio di una serie di dispetti, iniziati a ben vedere addirittura un paio di anni fa. Da parte di chi? Da parte della vicina di casa. Un caso di stalking condominiale che è finito davanti al giudice. La vicina, 54 anni, ha preferito non discutere le accuse: assistita dall’avvocato Roberto Burzi ha patteggiato con il sostituto procuratore Marco Lavra otto mesi. Il giudice Marco Mezzaluna ha sospeso la pena ma ha anche deciso che la donna debba seguire un percorso di recupero, il Sam del Coeso: quello per gli uomini maltrattanti, in questo caso declinato al femminile, e per almeno un anno.
La situazione di disagio – evidente già da qualche tempo – era precipitata a metà marzo, quando il vicino aveva chiesto e ottenuto l’intervento della polizia locale finalizzato a verificare le condizioni igienico-sanitarie dell’appartamento dove vive la donna: montagne di rifiuti, deiezioni di cani e piccioni, come ad esempio sul terrazzo; in quell’appartamento c’erano numerosi animali domestici e da lì fuoriusciva un odore nauseabondo per tutti i condomini. Una volta che il sopralluogo era stato completato, la donna si sarebbe attaccata al campanello del 56enne, inveendo al suo indirizzo «Scendete, str…» e accusandolo di aver chiamato le forze dell’ordine. L’esposto, aveva specificato l’uomo ai carabinieri, era stato presentato da tutti i condomini, esasperati.
Da quel giorno in poi ci sarebbero stati anche altri episodi. Un paio di settimane più tardi, il 56enne era uscito tenendo al guinzaglio il proprio cane e la vicina avrebbe liberato i propri, questi senza guinzaglio. Era stata chiamata la polizia locale. Quando gli agenti se n’erano andati, la donna l’avrebbe minacciato, seppur in un italiano incerto: «non devi avere paura dei miei cani, bisogna avere paura di me… io ti mazzo, stai attento a me». Ai primi di aprile, un altro episodio: lei si sarebbe fatta incontro con fare aggressivo: «Tu mi hai denunciato, non va bene». E ogni giorno che l’uomo usciva per portare a spasso il cane, la donna avrebbe liberato i suoi, costringendolo ad allontanarsi, se non a rimanere proprio a casa. In passato – era l’agosto 2024 – ci sarebbe stato un altro episodio: lui stava tagliando la siepe di sua proprietà, lei prima avrebbe inveito contro di lui, poi lo avrebbe spintonato fino a farlo cadere sulla siepe stessa. Ai carabinieri, il 56enne aveva consegnato anche tre video, quelli in cui erano state pronunciate le parole minacciose: ne erano stati estrapolati dei fermoimmagine. Era stato attivato il codice rosso, le indagini erano state completate nel giro di poco tempo, adesso il giudizio che ha concluso il procedimento: la sospensione della pena accordata sarà revocata se la donna non frequenterà (e supererà con esito positivo) il corso di recupero, due volte alla settimana.
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