Il Tirreno

Grosseto

Violenza

«Ti sparo se non dormi con me», si invaghisce di una giovane donna e la perseguita: arrestato 39enne

di Pierluigi Sposato
«Ti sparo se non dormi con me», si invaghisce di una giovane donna e la perseguita: arrestato 39enne

L’episodio si è verificato a Grosseto: l’uomo, originario del Piemonte, è prima finito in carcere e poi è stato rimesso in libertà con il divieto di avvicinarsi alla donna e di far rientro in provincia

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GROSSETO. Si era invaghito di lei, molestandola pesantemente anche di persona, anche sul posto di lavoro, anche di notte. Non si era fermato nemmeno di fronte al fatto che la giovane donna fosse fidanzata: anzi, il suo obiettivo sarebbe stato quello di farle rompere il fidanzamento per portarla con sé.

L’arresto

Un 39enne originario del Piemonte è prima finito in carcere e poi è stato rimesso in libertà con il divieto di avvicinarsi alla donna e di far rientro in provincia, con l’ordine di applicazione del braccialetto elettronico per controllare i suoi spostamenti, da attivare entro i mille metri di distanza. In caso di indisponibilità dell’apparecchio, dovrà presentarsi ai carabinieri una volta alla settimana. I fatti contestati risalgono a pochissime settimane fa, a giugno. Ma tutto era partito alla fine dell’anno scorso, al punto che l’uomo aveva ricevuto un ammonimento del questore; e ad aprile c’era stato un ritorno di fiamma.

Le indagini

Secondo le indagini della polizia che ha raccolto la denuncia, lui aveva conosciuto lei in un bar in città. Su una chat aveva trovato il numero di telefono di lei: e dalle utenze a lui riferibili avrebbe iniziato a inviarle messaggi, anche di notte, pretendendo di avere risposta, di incontrarla di nuovo, addirittura di farle rompere il fidanzamento. Sarebbe arrivato anche al punto di minacciare di raccontare al fidanzato la loro (inesistente) storia. Sarebbe arrivato anche al punto di minacciare di spararle se non avesse acconsentito alle sue richieste, come quella di dormire con lui. Plateali sarebbero state le forme in cui lui l’avrebbe importunata, ad esempio pedinandola e presentarsi sul posto di lavoro di lei, in una struttura commerciale. Lei, impaurita, l’aveva bloccato sul cellulare: nella prima settimana di giugno lui l’avrebbe contattata sui social pretendendo di essere sbloccato, altrimenti avrebbe raccontato tutto al fidanzato. Pochi giorni dopo lui l’avrebbe raggiunta in un bar, dopo averla chiamata insistentemente, l’avrebbe seguita e lei era stata costretta a chiedere a conoscenti di essere riaccompagnata a casa. Una scena non molto diversa due giorni più tardi, in un altro esercizio pubblico. Ai primi di questo mese un episodio avvenuto nei pressi del luogo di lavoro di lei: la giovane donna, per tenerlo a distanza, gli aveva raccontato che sarebbe andata dai genitori; invece era al lavoro e lui l’aveva scoperto.

Le minacce

Dopo averla tempestata di chiamate e messaggi («ti rovino») si sarebbe appostato fino a quando, alla chiusura del negozio, era stato necessario far intervenire le forze dell’ordine per consentirle di tornare a casa. Nella stessa serata, lui l’avrebbe chiamata a ripetizione e, quando lei esasperata aveva deciso di rispondere, l’aveva offesa, annunciando di nuovo che avrebbe raccontato tutto al fidanzato. Altre minacce il giorno successivo («ti sparo») e al momento in cui lui - in partenza per il Piemonte - si era visto rifiutare una proposta di incontro con lei. A metà mese, una volta a casa sua, l’aveva chiamato pretendendo che lei dormisse con lui al suo ritorno in Maremma. Costretta a modificare le proprie abitudini, come ad esempio a non frequentare più i locali temendo di incontrarlo, la giovane donna aveva chiesto nuovamente aiuto. Arrestato, è tornato liberi con i divieti. Nel fatto che l’uomo era tornato in Piemonte è stata individuata una qualche forma di garanzia per la serenità della giovane donna. 

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