Il Tirreno

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I soccorsi

«Alba, Alba», le urla dalla spiaggia: lei corre e salva un uomo in arresto cardiaco. «Ma non chiamatemi eroe, ho solo fatto il mio lavoro»

di Ivan Zambelli

	Il litorale e Albarosa
Il litorale e Albarosa

Era privo di sensi in battigia: la donna intuendo la situazione ha iniziato le manovre cardiache

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FOLLONICA. In quel momento era in spiaggia, a riposarsi dopo giornate di lavoro, lei che è autista soccorritrice alla Croce Rossa di Gavorrano. Ma a un certo punto ha sentito qualcuno chiamarla per nome, in maniera concitata: “Alba, Alba”. Insomma, c’era bisogno del suo intervento. E proprio grazie alla prontezza di Albarosa Ferri, 62 anni, autista soccorritrice della Croce Rossa di Gavorrano con alle spalle 36 anni di esperienza nel soccorso, un uomo di circa 75 anni colto da arresto cardiaco è riuscito a essere rianimato in attesa dell’arrivo del 118.

Cos’è successo

L’episodio è avvenuto martedì pomeriggio – 30 giugno – sulla spiaggia del bagno Cerboli. Ferri si trovava al mare con il marito, il figlio e il nipote quando qualcosa ha attirato l’attenzione dei presenti. «Mio marito e il titolare dello stabilimento, Renzo Ferretti, si sono accorti che un signore si sentiva male. Ho sentito chiamare il mio nome e sono corsa».

Quando è arrivata sul posto la situazione è apparsa subito molto grave. A un primo sguardo qualcuno avrebbe potuto pensare a un malore dovuto al caldo, ma la donna ha subito capito che si trattava di un arresto cardiaco. Una valutazione confermata pochi istanti dopo anche dal defibrillatore.

Il racconto

È iniziata così una corsa contro il tempo. Ferri ha preso in mano la gestione dell’emergenza, coordinando le operazioni e mantenendo il contatto con la centrale operativa del 118. «Ho chiesto subito un supporto sanitario avanzato e nel frattempo abbiamo iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Il paziente non respirava e non aveva una circolazione efficace». Determinante si è rivelata la presenza del defibrillatore semiautomatico, custodito proprio nello stabilimento balneare. «Per fortuna il Dae era disponibile al Cerboli. Lo abbiamo applicato e abbiamo seguito le indicazioni. Dopo la scarica il paziente ha iniziato nuovamente a respirare. Siamo riusciti a riportarlo più volte a una condizione compatibile con la vita mentre continuavamo le manovre».

Nel frattempo sono arrivati sul posto l’automedica di Follonica e il personale sanitario del 118. Quando i soccorritori hanno preso in carico il paziente, l’uomo respirava già autonomamente, anche se non aveva ancora ripreso conoscenza. Successivamente è stato trasferito per le cure del caso, con il supporto anche dell’elisoccorso Pegaso.

I soccorsi

Nel racconto di Ferri non c’è spazio per l’eroismo. «Ho fatto semplicemente il mio lavoro. Non mi sarei mai allontanata». Anzi, la soccorritrice sottolinea il ruolo svolto da tutte le persone coinvolte. «Renzo Ferretti è stato eccezionale perché ha iniziato subito le manovre. Anche i bagnini sono stati bravissimi, tenendo lontani i curiosi e lasciandoci lavorare nelle condizioni migliori possibili».

Da oltre tre decenni impegnata nel mondo del soccorso, prima come volontaria e oggi come dipendente della Croce Rossa di Gavorrano, Ferri conclude con una riflessione semplice ma importante: «La differenza l’ha fatta anche la presenza del defibrillatore. È fondamentale averne uno vicino e sapere come utilizzarlo. In situazioni come questa ogni minuto può salvare una vita».

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